Trump contro la Cina: “Hanno eliminato le prove del Coronavirus”

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Ormai l’attrito tra gli Stati Uniti e l’oriente non è più un segreto per nessuno. “Il match” Trump contro la Cina continua a fare furore, arrivando ad accuse sempre più gravi.

IL DOCUMENTO INTERNO – Nonostante in ballo ci sia la sua rielezione, il presidente americano è ancora preso dalla disperata ricerca di un colpevole. Un colpevole che sia responsabile della pandemia che sta affliggendo il mondo intero, e in particolare gli States. A metà strada tra una teoria del complotto e un’indagine alla 007, Trump ha incaricato la nota Homeland Security e l’Intelligence di scavare più a fondo nella questione. Da tutto questo è spuntato fuori un intrigante documento interno.

Ora in mano all’Associated Press, il documento sostiene che Pecchino abbia tentato di offuscare la gravità della situazione, pur di prepararsi al meglio all’emergenza in arrivo. In tal senso avrebbe spudoratamente mentito all’OMS, impedendo una reazione tempestiva. Ma non è tutto.

IL SECONDO DOCUMENTO – Esiste un secondo report citato stavolta dal quotidiano australiano Daily Telegraph. 15 pagine che affermano che la Cina abbia distrutto ogni prova del COVID-19 e imposto il silenzio ad eventuali testimoni, alcuni dei quali scomparsi inspiegabilmente. Inoltre le origini del virus sono ancora avvolte nel mistero, ed infine Pecchino non avrebbe dato un contributo essenziale alla creazione di un vaccino. Seppur non si hanno certezze sulla validità di tali documenti, non se ne hanno nemmeno del contrario.

Tuttavia l’Intelligence sembra essere in disaccordo con tali documenti, in quanto dichiarano: «il virus non è stato creato dall’uomo e neppure manipolato, indaghiamo con rigore per capire se possa esserci stato un incidente nel laboratorio di Wuhan.[…] Siamo però dentro una fitta nebbia, difficile comprendere tutto, facile arrivare a valutazioni sbagliate». Di sicuro Trump contro la Cina è un match che continuerà ancora per qualche tempo.