Valerio Mastandrea tra Torino e l’America

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Valerio Mastandrea è un degli attori più bravi ed importanti del nostro panorama cinematografico. Attualmente è produttore in corsa per gli Oscar 2016 ma in questi giorni è presidente della giuria del Torino Film Festival, dove dovrà valutare e giudicare quindici opere di autori alla prima, seconda e terza prova. Questi giovani registi  provengono da vari  paesi del mondo. Dal Canada all’ Argentina, dalla Croazia alla Francia, dal Libano al Portogallo, dagli Stati Uniti all’ Italia.

Insieme a Mastandrea, impegnati nel compito di valutare le prove dei principianti, ci saranno l’artista Marco Cazzato, l’attrice, filmaker e performer Josephine Decker, ospite l’anno scorso della rassegna, il regista di Oh boy un caffè a Berlino Jan Ole Gerson e Corin Hardy che a Torino ha portato The Hallow, titolo di punta della notte horror in cui riferimenti al folklore celtico si mescolano con accenni ai classici sulle invasioni degli ultracorpi.

 

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Per l’attore romano, cresciuto tra Garbatella e Testaccio, che ha sostenuto fino all’ ultimo il lavoro di Claudio Caligari dietro la macchina da presa di Non essere cattivo’, è l’anno degli impegni importanti. Quegli impegni pesanti, imponenti che ti risucchiano tempo e animo ma che, poi, alla fine potrebbero rivelarsi i più soddisfacenti.  In una recente dichiarazione Mastandrea, di Caligari, ha detto: “L’insegnamento più grande è stata la sua dedizione al lavoro, anche in condizioni disastrose. Claudio, il film lo voleva finire e l’ha finito. L’altro giorno mi sono riletto certe sue mail di quattro anni fa, mi è preso un colpo, mi sono davvero commosso, ho pensato che alla fine ce l’ha fatta, ce l’abbiamo fatta”. 

Al festival che si tiene nella città della Mole partecipa, non in competizione, presentando il suo ultimo film La felicità è un sistema complesso’. La regia è di Gianni Zanasi che, nel 2007, già l’aveva diretto inNon pensarci’. Nella pellicola, interpreta Enrico Giusti, un falco dell’imprenditoria italiana che è specializzato nell’ avvicinare e accerchiare dirigenti incompetenti con l’obiettivo di stabilire con loro un rapporto amichevole per  convincerli a cedere la loro azienda ad altri proprietari. Però, all’improvviso, l’uomo si trova coinvolto in una situazione inaspettata. Incontra due ragazzi, minorenni, che hanno perso i genitori imprenditori; i due giovani non vogliono cedere l’attività e proprio qui, il protagonista prende un’altra direzione, riflettendo su se stesso.

la felicità è un sistema complesso