Ciro Capone, il musicista che ha fatto rivivere Pino Daniele ad Italia’s Got Talent

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Umiltà e semplicità sono gli aggettivi che al meglio descrivono Ciro Capone. Conosciuto al pubblico per aver partecipato a Italia’s Got Talent insieme ai suoi musicisti, Marcello Vitale e Tony Guido. Insieme sono riusciti a portare la leggenda napoletana sul palco,a rivivere le stesse emozioni che Pino Daniele sapeva suscitare. Non a caso la sua etichetta si chiama “CIRO CAPONE canta PINO DANIELE.” Innamorato della sua donna, batteria e percussioni, Ciro suona e canta Pino Daniele da sempre, non vi è un inizio, perchè il suo è un dono regalato da Dio. Sul palco sa di essere vicino a Pino Daniele e riesce a vedere tutta la sua vita e i suoi affetti; la mamma, la famiglia, la musica e lo stesso Pino Daniele. E proprio come disse Nina Zilli, Ciro riesce a far rivivere Pino senza distruggerlo.

Il pubblico ti ha conosciuto attraverso il palco di Italia’s Got Talent ma in realtà tu fai questo da sempre. Cantare Pino Daniele è diventato il tuo mestiere.

Sono quasi 30 anni che canto e suono Pino Daniele, ma la  mia passione è suonare la batteria e le percussioni. Spesso mi dicono che imito la voce di Pino Daniele ma non è così. E’  una cosa che si ha dentro, innata.. detto in napoletano “è ciorta”!

Cosa ti ha spinto a partecipare ad Italia’s Got Talent insieme poi a quelli che sono stati i tuoi compagni di questa avventura nonché colleghi.

In verità l’idea di partecipare  al programma  “ Italia’s Got Talent” è merito di Marcello, il chitarrista, che con grande determinazione e volontà a fatto si che partecipassimo alle audizioni a Napoli.C’era tantissima gente, da spavento, che veniva da ogni parte d’Italia…. sembrava di dover ritirare “O’ Pane Ccà Tessera”.Ed io avevo pensato di andar via, di non partecipare al provino. Alla fine ho resistito e ne è valsa la pena!

Sul palco di Italia’s Got Talent hai portato uno dei pezzi più belli e famosi di Pino Daniele ovvero “Quando”. Di solito quando si omaggia Pino lo si fa attraverso la canzone che è diventata ormai una sorta di simbolo di Pino e della città che è “Napul’è”. A sorpresa tu hai fatto un altro tipo di scelta. Perchè?

In ogni mio concerto dedico sempre il brano “Quando” a Massimo Troisi perchè per me è come Pino, e come se avessi perso un fratello. A casa mia, nella stanza dove faccio le prove, ho solo tre foto esposte, di tre “Grandi”, e sono  Totò, Massimo Troisi, e Pino Daniele. Tre figure importantissime.

Cosa hai provato quando tutta la platea si è alzata per te? Soprattutto quando hai sentito le bellissime parole che Nina Zilli ha espresso nei tuoi confronti.

Nina Zilli ha sicuramente centrato. Ha capito chi sono senza dovermi spiegare. A me non piace scimmiottare o fare l’imitatore. Quando sono sul palco sgombro la mente e divento tutt’uno con la mia batteria e le percussioni, entro in un altro mondo. La cosa bella è che io vivo di emozioni e quanta più gente c’è, io più mi carico. Per me la vera emozione è il pubblico.

 Essendo una passione che coltivi da sempre, hai mai avuto il piacere di conoscere o almeno di avere qualche tipo di contatto con Pino Daniele?

Il mio unico rammarico è  che non ha mai avuto il piacere di conoscere Pino Daniele. Se l’avessi conosciuto solo una cosa avrei fatto  stringergli la mano e per me sarebbe stato il massimo. Voglio che si sappia che io non miro a nulla e non chiedo niente. Desidero solo suonare e cantare Pino Daniele fino all’ultima nota della vita mia.

Suoni molti strumenti, tra cui la batteria, la chitarra e tutto ciò che a che fare con le percussioni. Hai studiato da autodidatta?

All’inizio da autodidatta poi mi sono perfezionato studiando la batteria col Maestro Salvatore Minale,grande batterista e percussionista.

 La collaborazione con gli altri due musicisti come è avvenuta?

È un anno che suoniamo insieme. Ho sempre cambiato musicisti. Mi  piace confrontarmi con persone nuove perché non si finisce mai di imparare. Io sono monto esigente, amo molto curare le dinamiche dei suoni, gli arrangiamenti.   Ma la mia priorità è dare valore all’amicizia pura. Per me puoi  essere pure un grande musicista ma se poi dimostri d’essere una  persona cattiva d’animo  non fai per me. Io mi ritengo fortunato ad aver incontrato due bravi ragazzi, di sani principi, ottimi musicisti, Tony Guido, piano e Marcello Vitale, chitarra. Infatti   durante le esibizioni riusciamo a creare un’armonia, un’ intesa, una collaborazione ma soprattutto c’è serenità ed amicizia. Grazie a tutti questi ingredienti … non ci ferma nessuno!

 Dopo questa esperienza a Italia’s Got Talent, quali saranno i tuoi progetti?

Mi  sono sempre esibito in piazze e in locali di una certa importanza a Napoli e in alcune zone del Sud. Negli ultimi tempi, grazie alla trasmissione Italia’s Got Talent, ho contatti anche in nord Italia ed è una grande soddisfazione. Infine… continuerò a fare quello che ho sempre fatto; suonerò e canterò e rappresenterò il mio unico e grandissimo Maestro Pino Daniele con anima, cuore, umiltà, passione,rispetto e professionalità.