Coronavirus, ecco le ultime sulla Fase 2: cambierà molto per trasporti, negozi, viaggi e spostamenti

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Foto Pikrepa

La curva dei nuovi positivi e dei decessi da Coronavirus inizia a mostrare le prime, importanti flessioni un po’ su tutto il territorio italiano. Diventa d’obbligo, ad oltre quaranta giorni dal lockdown totale, iniziare a pensare alla “fase due“, ossia quel periodo in cui torneremo a ritrovare un minimo di libertà di movimento e produttiva. Il Governo a breve stilerà una prima bozza di calendario con cui deciderà sulla spinosa questione delle riaperture delle attività commerciali e il graduale ritorno verso una, mai tanto agognata, normalità.

Saracinesche su e cancelli aperti il prossimo 27 aprile per tutte le aziende che riusciranno a garantire il rispetto degli ultimi protocolli di sicurezza che includono il distanziamento tra i lavoratori e l’obbligo di usare gli appositi dispositivi di protezione individuale. La disposizione, si stima, che riporterà sui rispettivi posti di lavoro almeno 2,8 milioni di italiani, rimasti a casa dallo scorso 9 marzo. Per bar e ristoranti si dovrebbe considerare esclusivamente la possibilità della consegna a domicilio. Per i negozi, l’ingresso dovrebbe essere limitato a poche unità per volta, tutte munite di apposita mascherina. Obbligatoria la sanificazione degli ambienti e soprattutto dei camerini di prova.

Lo smartworking sarà comunque la soluzione principale a cui, se possibile, le aziende dovranno tendere per il prossimo futuro. Limiti al rientro imposti anche sull’età dei lavoratori: si cercherà di lasciare fuori dal provvedimento gli over 65 e chi è già affetto da patologie pregresse rilevanti. Qualora possibile, l’orario di lavoro dovrebbe andare incontro a turnazione per evitare gli affollamenti durante le ore mattutine.

Dal 4 maggio invece ci dovrebbe anche essere il via libera al ritorno alla socialità ma con l’obbligo di indossare mascherine e solamente un membro per nucleo familiare. Una decisione certamente ambigua e non scevra da fraintendimenti che potranno anche rappresentare un clamoroso boomerang che invaliderebbe tutte le misure indette finora. Il Governo certamente cercherà una soluzione più chiara per allentare quel senso di claustrofobia generalizzata che attanaglia i cittadini italiani.

Ogni Regione potrà decidere in autonomia se consentire o meno il libero spostamento all’interno del proprio territorio. Difficile che ci si potrà muovere da una regione all’altra. Limitate anche le linee di bus, treni e aerei. Al vaglio lo studio per eliminare posti a sedere che aumenterebbero la prossimità tra i viaggiatori.