lunedì, Giugno 24, 2024
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Elezioni presidenziali Brasile, Lula v.s. Bolsonaro: si va al ballottaggio in un clima sempre più teso

Lo scorso 3 ottobre il Tribunale supremo elettorale del Brasile ha diramato i risultati delle elezioni presidenziali: Lula (candidato del Partito dei lavoratori) ottiene 57 milioni di voti ed è in testa col 48,40% nel primo turno, Bolsonaro (candidato del Partito dei liberali) segue a ruota con 51 milioni di suffragi e il 43,22%. Polverizzato il resto della concorrenza.

L’autorità elettorale brasiliana ha affermato che il risultato ha reso necessario con certezza matematica la votazione al secondo turno tra i due candidati. Il ballottaggio si terrà il 30 ottobre. In competizione anche altri nove candidati. Una sorpresa tale risultato, considerando che i sondaggi davano per certa la vittoria di Lula al primo turno.

Prima delle elezioni, i candidati si sono concentrate sulla denigrazione e l’annientamento della controparte, mentre mancano vere e proprie proposte economico-sociali. Molti cittadini brasiliani vivono in uno stato di angoscia e privazione: tre persone su quattro aventi diritto temono di essere oggetto di aggressioni per motivi politici. La violenza di questa natura, infatti, è cresciuta del 335% da dopo le elezioni del 2018 secondo uno studio dell’Università di Río de Janeiro. Questo perchè in quell’anno, la vittoria del candidato di estrema destra Jair Bolsonaro ha portato ad una maggiore polarizzazione dei due blocchi, con la maggioranza delle destre anche moderate a sostegno di Bolsonaro e le sinistre unite all’opposizione, cosa che si è proiettata anche sulla società civile.

Le giornate pre-voto hanno visto un’escalation di questo tipo. Il 10 luglio 2022, la guardia cittadina Marcelo Aloizio de Arruda, attivista del Partito dei Lavoratori, è stato assassinato durante la sua festa di compleanno in un centro del partito situato a Foz do Iguaçu (stato del Paraná). Jorge Guaranho, un agente penitenziario federale, è stato arrestato dopo aver preso d’assalto a colpi di pistola il ritrovo degli attivisti di sinistra gridando che era un sostenitore del presidente Bolsonaro e sparando a de Arruda. A Ceara; il 24 settembre, Antônio Carlos Silva, un contadino, è stato assassinato dopo aver risposto a una domanda fatta da Edmilson Freire, un sostenitore di Bolsonaro. Secondo testimoni oculari, Freire è entrato in un bar e ha gridato “chi sostiene Lula?”, e quando Silva ha detto che avrebbe votato per Lula, Freire lo ha pugnalato alla costola.

Le previsioni per il ballottaggio sono tutt’altro che scontate: c’è il rischio che Lula veda la possibilità che Bolsonaro si coalizzi, includendo tutto l’armamentario di accuse pretestuose sulla corruzione dell’avversario di sinistra. Ricordiamo che nel 2016 Lula viene coinvolto nella Operação Lava Jato (Operazione Autolavaggio), con l’accusa di aver ricevuto denaro dalla Petrobras, oltre a favori da parte di imprese, come la costruzione di un ranch e di un appartamento fronte mare. Nel 2017 è stato condannato a 12 anni di prigione, per poi essere liberato nel 2019  dopo 580 giorni di prigionia e infine, nel 2021 sono state fatte cadere tutte i capi d’accusa per la mancanza di prove sufficienti.

Nel frattempo secondo La Folha de Sao Paolo, però, il partito di Bolsonaro eleggerà almeno 99 parlamentari al Congresso, aggiungendone 23 rispetto alla scorsa tornata elettorale e incassando il miglior risultato in 24 anni di storia. La federazione di gruppi parlamentari a sostegno di Lula, invece, dovrebbe fermarsi a 79 seggi. Ecco perchè in caso di sconfitta definitiva di Bolsonaro, ci sarà comunque  una forte e pronta opposizione al Parlamento.

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