Inter è tempo di scelte: Gagliardini e Vecino a rischio addio

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Roberto Gagliardini fonte foto: Di Ago76 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52712436
Roberto Gagliardini fonte foto: Di Ago76 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52712436

La stagione è iniziata da poco più di un mese eppure dopo sette giornate l’Inter è chiamata a fare le prime riflessioni sul suo momento e sul futuro che vorrà costruire. Conte è al lavoro da luglio per imbastire una squadra che dovrà essere capace di lottare su ogni obiettivo da qui a qualche tempo. Tutti hanno avuto la propria chance di brillare: adesso scatta il momento delle scelte.

Ad alcuni potrebbe suonare forzato o controproducente iniziare una campagna di uscita così in anticipo rispetto a qualunque sessione di mercato. Eppure la voglia dell’Inter di tornare a dettare legge in Italia e in Europa passerà proprio attraverso manovre insolite, anomale.

Se l’arrivo di Matic sembra davvero ad un passo nonostante una clausola che potrebbe toglierlo dal mercato o rendere la trattativa più complicata, in sede già si parla di prime bocciature e bisogno di far cassa. Il primo a salutare definitivamente i colori nerazzurri sarà quel Gabigol che pare aver trovato la sua dimensione esclusivamente nel calcio brasiliano. Dal suo addio l’Inter spera di incamerare almeno 30 milioni di euro, non proprio bruscolini.

Anche altri due giocatori sembrano però essersi definitivamente avviati sul viale dell’addio, vale a dire i centrocampisti Roberto Gagliardini e Matias Vecino. Mister Conte ha avuto modo e tempo per mettere alla prova i due corazzieri della mediana ma pare che il risultato non sia stato loro favorevole. Il primo è sceso in campo in cinque occasioni finora, perlopiù subentrando dalla panchina. Le caratteristiche per giocare alla maniera richiesta dal suo coach ci sarebbero pure, peccato per le evidenti lacune tecniche che si porta dietro dai tempi di Pioli.

Per l’uruguayano sembra invece che l’involuzione sia arrivata proprio con il cambio di allenatore. Dell’Inter di Spalletti lui era uno dei titolarissimi, l’uomo su cui riporre la fiducia incondizionata di squadra e staff. Con Conte il feeling pare non essere mai nato. Troppe incomprensioni e differenti visioni di gioco ne hanno determinato il mancato ingresso nella sua top undici. Per entrambi sarà certamente valutata la carta della cessione anticipata. Un altro modo per finanziare i futuri colpi di un’Inter che guarda già lontanissimo.