James Gunn risponde alle critiche di Jodie Foster nei confronti dei film sui supereroi

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James Gunn. Fonte wikimedia commons

James Gunn, il regista di “Guardiani della Galassia”, ha usato il social network Twitter per rispondere ad alcune critiche mosse dall’attrice Jodie Foster nei confronti dei film sui supereroi.

A riguardo Jodie Foster aveva dichiarato in un’intervista con Radio Times:

“Ormai andare al cinema è come andare a un parco divertimenti. Gli studio creano dei contenuti di scarsa qualità solo per attirare il pubblico. Stanno rovinando le abitudini degli americani e, in definitiva, anche del resto del mondo.”

James Gunn, regista di uno dei maggiori franchise del momento, ha risposto in maniera educata all’attrice su Twitter.

Ecco le dichiarazioni di James Gunn in merito alle affermazioni della Foster:

“Penso che [Jodie] Foster guardi ancora ai film un po’alla vecchia maniera secondo la quale dai film creati per fare spettacolo non possano scaturire riflessioni profondo. Spesso è vero ma non è sempre così. Il suo punto di vista è condiviso da molti e non è infondato.” 

Gunn ha continuato, scrivendo:

“La maggior parte dei franchise è piatta, senz’anima. Questo è un vero pericolo per il futuro del cinema. Ma vi sono anche molte eccezioni. Credo che i franchise, per fare in modo che il cinema sopravviva, debbano avere una visione che tradizionalmente non hanno. Alcuni di noi stanno facendo il loro meglio per far sì che questo cambiamento avvenga. Creare film spettacolari che siano innovativi, umani e profondi è quello che mi eccita di questo lavoro. Ma, ad essere sinceri, dalle affermazioni della Foster mi sembra di capire che lei veda il film-making come qualcosa che ha, in primo luogo, a che fare con la sua crescita personale.”

James Gunn infine ha concluso la sua serie di Tweet, affermando:

“Ritengo che per consumare milioni di dollari su un film ci debba essere qualcosa di più alla base, forse è una delle ragioni per cui faccio quello che faccio. è comunicazione. Rispetto la Foster, il suo talento e quello che ha fatto per il cinema e apprezzo il suo modo diverso di guardare al panorama di Hollywood”.