Morte Maradona: emerge un nuovo indagato e altri dettagli

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L'omaggio a Diego Armando Maradona, fuori lo stadio - Foto di DailyNews24
L'omaggio a Diego Armando Maradona, fuori lo stadio - Foto di DailyNews24

Dopo la morte di Maradona, avvenuta il 2 novembre dello scorso anno, “el pipe de oro” difficilmente verrà dimenticato. La leggenda argentina ha incantato con i suoi piedi tutto il mondo, ma il popolo argentino e napoletano hanno potuto sognare in grande grazie alle sue giocate. Per questo motivo, quando fu esposto in una camera ardente allestita all’interno della Casa Rosada a Buenos Aires,  migliaia di persone si sono messe in coda per tributare l’ultimo saluto al campione argentino. A Napoli invece, i tifosi napoletani portarono ricordi di ogni genere, tra bandiere, magliette, striscioni, lumini, al punto che l’esterno della curva b sembrò diventare un vero e proprio sacrario.

La sua improvvisa scomparsa ha innescato molte polemiche. Una volta aver terminata l’operazione  al cervello per la rimozione di un ematoma subdurale, tornò a casa sua per cominciare un lungo periodo di riabilitazione. Improvvisamente morì nella sua dimora, per un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca. Per questo fatto, da un anno a questa parte sono cominciate le indagini per valutare se si trattasse di un omicidio colposo, o ci fossero responsabili per la sua morte. 

Qualche settimana fa, Sky Sport ha riferito, tramite un articolo sul proprio sito, a che punto erano le indagini: “Sulla base di testimonianze e migliaia di audio verificati dai diversi telefoni, assicurano che ci sono prove sufficienti per trattare il caso come un eventuale omicidio volontario. Le persone coinvolte, secondo il quotidiano argentino Olé, sono il suo medico di base Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Díaz, l’infermiera Dahiana Gisela Madrid, l’infermiere Ricardo Almirón, il coordinatore degli infermieri dell’azienda Medidom, Mariano Perroni, e la dottoressa che ha coordinato il ricovero, Nancy Forlini. E ora come continuerà il processo? La Procura di San Isidro dovrà far esaminare a giudizio i capi d’accusa. Sarà un processo orale: nessuno conosce la data, ma si stima possa svolgersi tra un anno e mezzo o due anni.”

L’inchiesta sulla morte del calciatore argentino continua ad andare avanti: un altro medico è stato aggiunto nella lista degli indagati, che diventa sempre più lunga. L’ultimo arrivato sarebbe il dottore  Pedro Di Spagna: era stato incaricato da un’agenzia delle cure a domicilio per il Campione. Tale notizia è stata riportata dal quotidiano argentino “La Razon”: Di Spagna è stato denunciato e chiamato a rilasciare una dichiarazione istruttoria dai p.m. incaricati dalle indagini, che gli rimproverano di aver visto il paziente una sola volta e di non aver effetuato un adeguato controllo clinico sul suo stato di salute.”

Secondo il quotidiano “Il Mattino”, Di Spagna sarà ascoltato il 20 dicembre in procura. L’accusa per gli otto indagati è omicidio con dolo eventuale, punita in Argentina con una pena dagli 8 ai 25 anni di carcere. Fonti giudiziarie hanno rivelato all’agenzia Telam che i procuratori hanno preso questa decisione per una serie di misure e provvedimenti presi dall’Avv. Mario Baudry, rappresentante legale del figlio minore di Maradona,  nella richiesta di ricusazione che ha presentato contro di ess.