“Mr. Obama puoi andare al diavolo”: il premier filippino Duterte attacca la politica estera americana

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Ci sono frasi che sono destinate a rimanere nella storia, immagini e ritratti di leader politici che vanno a far parte della memoria collettiva per un qualche loro atto rivoluzionario, per avere smosso le coscienze o per averle dolosamente sopite. Prova a inserirsi in questo contesto di indimenticabili potenti il temerario premier filippino Rodrigo Du

Rodrigo Duterte Da ndbc news
Rodrigo Duterte
Da ndbc news

terte, schiaffeggiando senza pietà il paese più potente del mondo, gli USA. Il Dipartimento di Stato americano aveva irritato il presidente dell’arcipelago del Pacifico intervenendo nella politica interna del paese, pronunciandosi con durissime parole riguardo la campagna antidroga del governo che avrebbe, secondo fonti americane, portato alla morte per mano della polizia di oltre 2000 presunti spacciatori. Dopo l’avvertimento vano del 5 settembre in cui Dueterte intimava gli Stati Uniti di non interferire, il vulcanico presidente, davanti ad un pubblico di funzionari pubblici, ha sbottato non esitando a pronunciare in una conferenza stampa la frase che lo proietterà nella galleria dei personaggi che apertamente hanno sfidato un presidente a stelle e strisce : “Mr. Obama puoi andare al diavolo, in caso contrario, te la farò pagare io”. Quasi paradossale una minaccia dal genere, rivolta dal presidente delle Filippine, economia povera e con pochi punti fermi, al colosso tentacolare statunitense. Resta sempre difficilissimo assumere una posizione su questioni di questo genere, ma la naturale tendenza dell’essere umano, in questo caso sbagliando, porta a simpatizzare per il più debole, anche se si tratta di un regime non perfettamente democratico, ed ecco che una frase poco consona rivolta al destinatario sbagliato si trasforma improvvisamente in un atto politico indimenticabile, capace di avere molteplici effetti sulla mentalità dell’americano medio che vede smontata progressivamente l’egemonia del proprio paese.