NAPOLI-JUVE: 3-2, MARIKA FRUSCIO DIXIT SEMIFINALE DI COPPA ITALIA

0
Al Napoli non basta la rimonta e la vittoria. La Juve passa e va in finale. Il Napoli era chiamato a fare la partita perfetta ed in un certo senso l’ha fatta. Non dovevamo subire goal ma Higuain ha risposto ai fischi con una doppietta decisiva.
Era una gara da dentro o fuori e nonostante il gioco perfetto del Napoli, la Juve riesce ad essere più fisica e soprattutto più cinica ai 30 metri. Sarri schiera un acerbo Milik titolare, privandosi dell’estro di Mertens che rimane per buona parte della gara in panchina. Scelta sbagliata anche perché la squadra è abituata a giocare seguendo il dinamismo del belga.
Ritorna Reina tra i pali e non è del tutto convincente soprattutto sul primo goal del Pipita.
Chiriches, al posto di Albiol, è protagonista di una partita disastrosa. Lento, impreciso e bleffato per tutta la gara dai movimenti bianco-neri.
Allegri rigenera la squadra, reduce da una deludente prestazione in campionato sempre contro il Napoli. I cambi dell’allenatore toscano sono mirati anche in previsione dell’imminente partita contro il Barcellona. Rincon al posto di Pjanic, Sturaro al fianco di Khedira per creare una solida cerniera ed avanti la coppia Dybala-Higuain.
E’ stata sicuramente un’altra partita rispetto quella vista in campionato. Le due squadre son scese in campo decise ed offensive sin dai primi minuti. I ritmi son stati alti per tutta la partita e continui e veloci son stati i cambiamenti di fronte. Il Napoli si è avvalso di un ottimo palleggio ed è stato abile e concreto nel far girare la palla da destra a sinistra in maniera veloce e precisa, destabilizzando l’organico bianco-nero.
La Juve, dal canto suo, in uno stadio particolarmente ostile, risponde al Napoli con cattiveria agonistica, facendo leva sulle spiccate individualità e su un pressing asfissiante nei confronti dei portatori palla. Il punto debole dei partenopei è Chiriches e le sue distrazioni difensive permettono alla Juve di portarsi in vantaggio.
Il primo errore del rumeno permette a Rincon di sfiorare il goal del vantaggio ma poi è Higuain ad essere cinico e libero da marcatura, realizza con un destro da fuori area. A goal fatto, invaso da una marea di fischi, il Pipita alza il dito verso la tribuna dove presenzia il presidente Aurelio De Laurentis .”Es tua culpa” si legge sul labiale.
La reazione del Napoli c’è, ma i tentativi son troppo sterili per sorprendere Neto. Hamsik, servito da Zielinsky,  prova al volo di prima intenzione ma il tiro non è efficace. Su azione di punizione Koulibaly, in area, prova di testa ma il tiro non c’entra l’obbiettivo. Manca nel Napoli precisione, cattiveria sotto rete e cinismo.
RIPRESA:
Gli azzurri scendono in campo più determinati e sfiorano il pareggio più volte con Milik che prova sia con un tiro da fuori che di testa. Neto però nega l’esultanza del goal al polacco.
Il pareggio del Napoli arriva grazie ad un destro potente di Hamsik che approfitta di uno scellerato rimpallo. Questo è l’ottavo goal che il capitano rifila alla Juventus ed è il quattordicesimo goal stagionale. Il pareggio dura decisamente poco. Quadrado bleffa gli azzurri sulla destra e serve Higuain ben posizionato al centro dell’area. Il destro di piatto spiazza Reina. Nuovamente male Chiriches in copertura. Al Napoli ora serve una vera e propria impresa. La rimonta in grande stile non basta, servono troppi goal e la Juve nonostante abbia difficoltà nel ripartire, riesce a chiudersi bene e a tamponare la furia azzurra.
Il finale è un monologo azzurro, il Napoli attacca e la Juve si difende. Entra Mertens al posto di Milik, cambiando decisamente marcia al Napoli. Milik nonostante la discreta gara è troppo acerbo, fermo e prevedibile. Callejon, di conseguenza è costretto a giocare spalle alla porta (posizione a lui non congeniale) mentre l’abilità dello spagnolo è quella di giocare in corsa partendo da fuori area. Il belga porta vivacità all’attacco, non da punti di riferimento, salta l’uomo, crea superiorità numerica e si porta sulle spalle tutta la squadra che gioca in funzione dei suoi movimenti.
E’ proprio Mertens a siglare il pareggio, approfittando di uno stop sbagliato di Neto.
La Juve va in tilt e fa fatica a contenere il Napoli che gioca a mille all’ora . Il gioco preciso ed ordinato tra Hjsay e Callejon permette ad Insigne di trovare il vantaggio. Lo spagnolo riesce a dribblare la barricata avversaria ed a servire al bacio Lorenzo, che segna di prima intenzione.
Sul finale le squadre attuano per cambi strategici. Sarri cerca di aumentare l’offensività inserendo Pavoletti ed Allan. Allegri cerca di coprirsi e mantenere il risultato schierando Barzagli optando per un 5-4-1 in fase di non possesso e per un 3-4-3 in fase di possesso palla.
Nel Napoli l’ingresso di Pavoletti costringe la squadra a riassettarsi in maniera diversa con Insigne e Callejon più  larghi e lo stesso Pavoletti e Mertens più centrali. Sarri si priva di Zielinsky e forse ci rimette dal punto di vista della tecnica ma fa affidamento su Allan che garantisce più aggressività e maggior recupero palla. Nonostante i significativi cambi l’unica vera azione degna di nota nel finale gara la inventa Pavoletti.
Lo stop ed il potente tiro di sinistro da dentro l’area mette a dura prova i riflessi di Neto che riesce però miracolosamente a deviare, la gara finisce senza altre emozioni dopo sei minuti di recupero. Il Napoli vince sotto il profilo del gioco mentre la Juve porta a casa il risultato ed affronterà la Lazio di Inzaghi nella finale del 2 giugno 2017.