venerdì, Marzo 1, 2024
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Scontro tra Elena Cecchettin e Matteo Salvini: “Dubita di Turetta perché è bianco e di buona famiglia”

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Elena Cecchettin, sorella di Giulia Cecchettin, la ventiduenne veneta uccisa dall’ex ragazzo Filippo Turetta, attacca Matteo Salvini, Ministro dei Trasporti.
Infatti, il Presidente della Lega ha commentato la cattura di Turetta con queste parole: “Bene. Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita”.
È stato proprio quel “se” a generare polemica.

Elena Cecchettin accusa Matteo Salvini di garantismo

La ragazza attacca Salvini per via del fatto che mette in dubbio la colpevolezza del ragazzo. In un’ altra occasione, ovvero l’omicidio di Pamela Mastropietro, la diciannovenne brutalmente uccisa e fatta a pezzi nel 2018 a Macerata da Innocent Oseghale, cittadino nigeriano residente in Italia dal 2014, Matteo Salvini aveva invocato l’ergastolo. Dunque, non è stato concesso il beneficio del dubbio come nel caso di Turetta. È proprio di questo che la Cecchettin lo accusa, ovvero di difendere un italiano “bianco, cis, etero, proveniente da una buona famiglia”.

Matteo Salvini cerca di correre ai ripari su X

Il Ministro dei Trasporti non è stato attaccato solamente dalla sorella della vittima. Infatti, sul social X sono in molti ad averlo accusato di garantismo. Di fronte le polemiche createsi, Salvini è stato “costretto” a correre ai ripari: ha scritto un nuovo tweet dove afferma che i femminicidi sono tutti da condannare, al di fuori della propria provenienza e credo religioso. Tuttavia, il suo tentativo di farsi “perdonare” non è stato apprezzato.

Elena Cecchettin accusata di satanismo

Non solo Salvini crea polemica attorno al caso Cecchettin, ma anche un altro esponente del Partito Lega.
Il consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi attacca Elena accusandola di satanismo e di essere lei in realtà la responsabile della morte della sorella.

La Lega e Fratelli d’Italia si sono astenuti di fronte la tutela della donne

Questo post ha generato numerose polemiche, sono in molti gli italiani a invocare le dimissioni di Valdegamberi. Lo stesso Presidente Luca Zaia, tramite post Facebook, si dissocia dalle parole del suo consigliere, ma ormai la miccia è accesa e in molti rinfacciano alla Lega e a Fratelli d’Italia di essersi astenuti di fronte la tutela per le donne vittime di violenze proposta alla Convenzione di Istanbul.