Zeep: “Voglio raccontarmi, sperando che chi mi ascolta si riveda nelle mie storie” – intervista

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Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Zeep

Esce oggi, 24 settembre, “Roma (bella ma stronza)” il nuovo singolo di Zeep disponibile in tutti i digital stores, distribuito da Believe. Dopo “Davvero”, il brano anticipa il primo EP dell’artista “Astronavi & Carriattrezzi” che uscirà prossimamente. “Sarà un EP a puntate” annuncia Zeep ai sui fan “per godercelo a pieno ma aspettando con ansia l’episodio successivo”. 

Noi, pieni di curiosità, l’abbiamo intervistato per esplorare al meglio il suo mondo musicale e salire con lui sull’astronave. Buona lettura!

1) Ciao Zeep, come stai? Come stai vivendo questo momento pieno di tue novità musicali?
Ciao! Sono super carico e soddisfatto di come stanno andando le cose. Lavorare a così tanta musica in poco tempo può essere stressante, ma i risultati ripagano completamente.
2) Ti piacerebbe raccontarci chi sei per chi ancora non ti conosce? Quale aggettivo ti descrive al meglio?
La mia bio di Instagram mi descrive bene: “canto storie, scrivo cose, sono egocentrico”. Credo sia la sintesi di tutto quello che faccio e mi permette di non etichettarmi o confinarmi in un solo genere musicale.
3) Finalmente sta per arrivare il tuo primo EP “Astronavi & Carriattrezzi”! Come ti senti cresciuto dai tuoi primi brani ad oggi e cosa vuoi trasmettere a chi ascolterà l’EP?
Mi sento maturato, sia come persona che come artista. Avevo bisogno di realizzare qualcosa di più concreto di un singolo brano e “Astronavi & Carriattrezzi” è stata la conseguenza; si è praticamente scritto da solo. Non so bene se voglio davvero trasmettere qualcosa. Voglio raccontarmi, sperando che chi mi ascolta si riveda nelle mie storie.
4) Il primo brano ad anticipare l’EP è stato “Davvero”. Un brano molto profondo ma dal tono leggero, come nasce e come mai hai scelto lui come prima canzone ad anticipazione dell’EP?
Volevo scrivere un brano che parlasse di me, dei miei amici, della mia adolescenza, ma finora non ero mai riuscito a scrivere qualcosa che mi facesse pensare “eccolo, è lui!”. Passare quest’estate coi miei amici di sempre mi ha ispirato. Sono bastate un paio di albe, qualche serata alcolica e nuove storie da raccontare. Ho capito subito che sarebbe stato il primo estratto.
5) Citi “vita in provincia, lontani dal centro, che vuoi scappare e ti chiedi io che centro”. Come vivi il rapporto con la tua città?
Ho cambiato tante città in questi anni, ma ho vissuto tutta l’adolescenza in Ogliastra, una piccola zona della Sardegna. Quando vivi in provincia è tutto amplificato, sei in una bolla che diventa il tuo mondo e sei combattuto tra la voglia di scappare e quella di restarci per sempre. Io alla fine sono andato via, ma quando torno è sempre casa.
6) Sempre parlando di città, oggi 24 settembre esce “Roma (bella ma stronza)”, un parallelismo usato spesso in varie canzoni. Eravamo abituati a “Bella come Roma, stronza come Milano”, tu invece con Roma ci sei andato giù pesante ahha. Come nasce il brano, ci racconti qualche retroscena?
In effetti avrei potuto essere più carino, in fondo Roma mi piace un sacco e mi sta pure simpatica. Siamo abituati ad ascoltare canzoni che ci parlano di amori impossibili, di “noi due contro il mondo” e robe simili. Io volevo parlare di un amore normale, di quelli che “ho il frigo vuoto ma per te farei la spesa, ne vali la pena”. A volte gli amori finiscono e ci sono dei posti che te li ricordano. Immagina di essere andata a Roma con la persona che ami per poi tornarci da sola; la guardi e dici “Roma è bella, però che stronza!”, perché ti ricorda quella storia.
Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Zeep
7) Ormai da tempo sei entrato in molte playlist editoriali e hai raggiunto ascolti importanti, quanto è importante per te il contatto con il tuo pubblico? Ti saresti mai aspettato di raggiungere così tanti traguardi in poco tempo?
Vedere il proprio nome in playlist affiancato a dei grandi della musica italiana fa sempre un certo effetto. Di solito si dice “non me lo sarei mai aspettato”, ma in realtà ho lavorato perché succedesse. Nessuno ti regala nulla, soprattutto in questo ambiente, e devi essere il tuo primo fan. Il rapporto col pubblico è fondamentale per me, perché piano piano stiamo diventando una squadra, cresciamo insieme.

8) Momento curiosità… ci dici il brano a cui sei più legato, uscito finora e perché?Questa è tosta! È difficilissimo sceglierne una, quindi te ne dico tre, per diversi motivi. “Cosa resta?” è stato il mio primo brano a fare certi numeri, ma soprattutto la prima collaborazione con En?gma, ed è stata una soddisfazione assurda. “Fantacalcio” mi ha permesso di conoscere Pavoletti, una persona d’oro oltre che un grande sportivo, e mi ha aperto le porte per un sacco di nuove esperienze. “Analisi2” è uno dei miei brani più veri, il primo a essere entrato in Indie Italia. Vedere un brano del genere, che non nasce per essere una hit o un pezzo orecchiabile, sfiorare i 100.000 ascolti, mi emoziona tantissimo.

9) Hai aperto il concerto di Ernia qualche settimana fa… com’è stato? Dove ti piacerebbe suonare, sognando anche in grande?
È stato magico, non mi viene in mente un aggettivo più adatto. Il pubblico era una bomba, abbiamo cantato insieme e mi sono divertito. Uno dei miei sogni era vedere l’arena illuminarsi con le torce dei telefoni e quando è successo è stato da pelle d’oca. Sognando in grande mi piacerebbe un tour negli stadi, ma in fondo non si sogna mai abbastanza in grande.