Blocco del traffico a Bologna e in Emilia Romagna

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Dallo scorso 1° ottobre e fino al 31 marzo 2019 saranno in vigore le nuove misure di limitazione della circolazione. Ecco tutti i dettagli.

Sono state stabilite e definite nel piano interregionale denominato “Accordo di Bacino Padano per il Miglioramento della Qualità dell’Aria”, le nuove norme di limitazione alla circolazione delle autovetture più datate, già in vigore dallo scorso 1° ottobre. Saranno i mezzi a benzina e Diesel quelli colpiti dal blocco, che proseguirà fino al 31 marzo del prossimo anno e che promette, insieme ad altre misure, di abbassare notevolmente il livello di inquinamento dell’aria.

L’accordo di cui sopra, che rientra nel Piano Aria Integrato Regionale (più semplicemente “PAIR 2020”), coinvolge le quattro Regioni padane di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, con Bologna in prima fila e convinta sostenitrice di questa iniziativa. La qualità dell’aria respirata, infatti, è innegabile essere uno dei parametri fondamentali per chi vive o ha intenzione di trasferirsi nel capoluogo emiliano, come nelle altre realtà urbane coinvolte.

 

Blocco in Emilia Romagna.
Secondo quanto prevede l’accordo stipulato, dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019, i mezzi che montano i motori dell’elenco che segue, non potranno circolare dalle 8.30 alle 18.30 dei comuni giorni lavorativi, ovvero dal lunedì al venerdì. Ecco i veicoli interessati:

  • I veicoli a benzina pre-euro (euro 0) ed euro 1;
  • I veicoli a Diesel euro 0, euro 1, euro 2 ed euro 3;
  • I ciclomotori e motocicli euro 0.

Queste categorie di mezzi a motore, non potranno circolare neanche durante le cosiddette “domeniche ecologiche”, fissate per i giorni: 28 ottobre, 11 novembre e 2 dicembre 2018, 13 gennaio, 3 febbraio e 3 marzo 2019.

Sono, inoltre, previste ulteriori misure restrittive, che variano da Comune a Comune, in caso di sforamento del livello minimo di inquinanti presenti nelle aree urbane per 3 (livello di allerta 1) o 10 giorni consecutivi (livello di allerta 2).

 

Esenzioni dal blocco.
Esistono però alcune eccezioni per “aggirare consapevolmente” il blocco, anche se si possiedono veicoli presenti nella lista. Variano da Regione a Regione e l’Emilia Romagna, in particolare, ha stabilito che possono circolare anche nei giorni e nelle ore di blocco:

  • I mezzi alimentati a metano, GPL, elettrici, ibridi;
  • Quelli che viaggiano in car pooling con almeno 3 persone a bordo, se omologati per 4 o più posti; con almeno 2 persone, se omologati per 2 o 3 posti;
  • Ciclomotori e motocicli elettrici;
  • Autoveicoli immatricolati per trasporti specifici e autoveicoli per uso speciale;
  • Possono comunque circolare coloro che hanno un reddito complessivo annuo, certificato tramite ISEE, pari o inferiore a 14.000 euro.

 

In aggiunta a queste eccezioni, è stato programmata la sospensione del blocco nei giorni feriali di giovedì 1 novembre, martedì 25 dicembre, mercoledì 26 dicembre 2018; martedì 1 gennaio 2019.

Il caso Diesel euro 4.
A scanso di equivoci, specifichiamo subito che le autovetture Diesel euro 4 possono circolare liberamente. Mettiamo l’accento su questo particolare perché, inizialmente, la Regione Emilia Romagna aveva posto il blocco anche per queste vetture, con e senza filtro antiparticolato. La decisione non era stata condivisa dalle altre Regioni firmatarie dell’accordo. Per quanto fosse lecito per l’Emilia Romagna stabilire in autonomia questa norma aggiuntiva, però, in seguito ad un incontro tra la Regione e i Sindaci dei Comuni, è stato deciso che i Diesel euro 4 potranno liberamente circolare nei giorni e nelle ore di blocco.

Così ha commentato il dietrofront il sindaco di Bologna, Virginio Merola: “Una scelta che poggia innanzitutto sul fatto che altre regioni non avevano seguito l’Emilia-Romagna. Sono convinto che, perché siano efficaci, i provvedimenti debbano essere omogenei, soprattutto in una grande area come quella del bacino padano. Per questo abbiamo rilanciato con un potenziamento e un’armonizzazione delle domeniche ecologiche, che saranno discusse nella sede dell’Anci regionale. Trenta grandi comuni che si coordinano, anziché andare in ordine sparso, per dare un messaggio di libertà dall’auto grazie anche al potenziamento del trasporto pubblico”.