martedì, Aprile 16, 2024
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ESCLUSIVA: la Iena del caso David Rossi, Antonino Monteleone, si racconta ai microfoni di DailyNews24

Antonino Monteleone, classe 1985, ha da poco iniziato ad indossare i panni di “Iena”. Reso noto agli spettatori del piccolo schermo grazie all’inchiesta di cui si occupa relativa alla morte di David Rossi, capo comunicazione del Monte dei Paschi di Siena.

Prima delle “Iene” Monteleone ha lavorato per Report su Rai3; “Exit” e “Piazzapulita” su La7. Una carriera in perenne ascesa per il giornalista dalle origini calabresi. Conosciamolo meglio grazie alle risposte che ha fornito con molta disponibilità

1. Com’è nata la tua passione per il giornalismo e per tutto ciò che è informazione?

Ho cominciato questo “mestiere” un po’ per caso e un po’ per gioco. Se mi chiedi: “era il tuo sogno nel cassetto”? Ti rispondo che non lo è mai stato. Ho sognato di fare il poliziotto, il medico, il magistrato, il pilota di linea. Ma il giornalista, confesso, mai. Però va riconosciuto che se sei un po’ polemico e molto curioso ci sono molte possibilità che questo mestiere ti “rapisca”.

2. I tuoi studi ti hanno aiutato nella realizzazione professionale?

Certamente sì. Ma non mi riferisco né all’Università (ho studiato Giurisprudenza a Reggio Calabria) né alla scuola superiore. Ringrazio ogni giorno le maestre che ho incontrato alla scuola elementare. Senza di loro non avrei avuto lo spirito che mi anima tutt’oggi.

3. Quale tipo di rapporto hai con le tue origini?

Intendi geografiche? Molto profondo. Che non esclude anche sentimenti che non sono l’amore e la nostalgia. Alcune volte sono di rabbia e ripulsa. Ma questa è una caratteristica di noi nati al Sud.

4. In quale occasione che ha segnato la tua carriera, hai pensato “ecco, ce l’ho fatta!” ?

Non mi è mai successo nemmeno per sbaglio di pensare una cosa del genere. Non esistono i traguardi, ma solo le tappe intermedie.

5. Come ti senti quando pensi che anche grazie a te e alla tua troupe, è stato riaperta una vicenda giudiziaria archiviata più volte ( caso David Rossi) ?

Non so se si riaprirà mai l’inchiesta sulla morte di David Rossi. Non possiamo non dirci molto soddisfatti, però, di una cosa: essere riusciti a portare a conoscenza di un pubblico molto ampio una storia ancora tutta da chiarire e di cui si era occupata tutta la stampa cartacea e televisiva, molto prima che lo facessero “Le Iene”. Vuol dire che il modo in cui lo abbiamo raccontato è stato efficace. È una bella soddisfazione per un giornalista.

6. Se dovessi consigliare qualcosa a noi giovani ambiziosi, cosa suggeriresti ?

Di solito gli ambiziosi non accettano molti consigli. Consiglio sempre piedi a terra, ma determinazione. Scoprire i propri talenti e coltivarli. Non inseguire ambizioni canore se abbiamo un talento matematico. Non inseguire la scrittura se il nostro talento è il ballo. Ci siamo capiti, vero!?

7. In quale epoca avresti voluto vivere e perché?

Ogni tanto cedo alla tentazione di credere che se avessi avuto 20 anni alla fine degli anni ’50, oggi avrei avuto una vita piena, soddisfacente e una buona posizione economica. In realtà un attimo dopo penso che è un modo un po’ per piangersi addosso e un po’ per non affrontare il presente con la giusta forza. Quindi, in definitiva, credo che la migliore epoca per vivere sia il presente di ciascuno di noi. Io sono nato nel 1985 e cerco di essere un buon contemporaneo

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