Impossible I-1, ritorna la fotografia a sviluppo istantaneo

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Impossible I-1, tratta da Repubblica

Impossible è l’azienda che ha rilevato gli ultimi stabilimenti del marchio Polaroid. Ha annunciato la produzione di una nuova macchina fotografica. Questa macchina è una modernissima fotocamera che però strizza l’occhio al passato proprio in stile Polaroid. Sarà in vendita entro fine mese con un prezzo di 299 euro, mentre il costo della pellicola sarà di 20 euro.

L’Impossibile I-1, questo è il nome di questa fotocamera, è analogica, dotata di sviluppo istantaneo, ha un design vintage che ricorda un telefono di inizio ‘900 ma allo stesso tempo presenta autofocus, flash anulare avanzato e una modalità manuale per avere il controllo completo del risultato finale.

Il flash anulare sembra molto sviluppato, presenta 8 LED che concentrano la luce in un unico fascio sottile di portata più elevate, affiancati da altri 4 LED che servono a riempire l’ambiente circostante così da ottenere un risultato più realistico.

Inoltre sono presenti un misuratore di luce e portata e due emettitori a infrarossi. Il primo legge la quantità di luce e le informazioni della luce infrarossa provenienti dall’ambiente, consentendo alla fotocamera di mettere a fuoco e scegliere il tempo di esposizione e di apertura più appropriato. Il secondo invece emette luce permettendo alla fotocamera di valutare la distanza e il fuoco.

La Impossible I-1 possiede anche un visore automatico removibile meccanico ed utilizza la tecnologia Bluetooth 4.0 per connettersi a un’app per iOS e WatchOS che consente di usufruire di diverse caratteristiche fotografiche, tra cui comando remoto, timer, comando acustico, funzione doppia esposizione e un controllo totalmente manuale dell’otturatore (tempo di esposizione e apertura).

Realizzata in policarbonato e plastica ABS con un rivestimento in gomma soft touch, la Impossible I-1 pesa 440 grammi, offre un sistema ottico a 6 lenti con 5 configurazioni possibili e lunghezza focale 82 – 109 mm e sistema di autofocus a 5 zone.

 

fonte: Repubblica