Interface Hub/Art lo spazio no profit dedicato alla cultura, nella parte sud di Milano

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Interface Hub/Art
Interface HUB è un edificio di oltre 2000 mq realizzato nel 2009 dall’architetto Attilio Terragni e collocato in uno dei quartieri più in fermento di Milano, a ridosso della Fondazione Prada.
L’edificio ospita al proprio interno il quartier generale di Interface Facility Management, azienda operante nel settore della manutenzione immobiliare, lo spazio espositivo no profit Interface HUB/ART e il Bistrò, area polifunzionale che si trasforma in zona meeting e convegni.

Interface HUB/ART è uno spazio dedicato ai molteplici linguaggi dell’arte contemporanea che nasce con lo scopo di ibridare il tempo lavorativo con quello ricreativo, in un percorso scandito da pezzi di design e zone dedicate alla lettura di libri d’arte, conservati in quelli che vengono chiamati “bagagli culturali”. Ad un anno dalla sua inaugurazione ufficiale, Interface HUB/ART conta al suo attivo 5 mostre, fra cui una in collaborazione con NAVA Design e MH Way durante la settimana del design milanese e una mostra del noto fotografo Sandro Giordano che ha portato per la prima volta a Milano il suo progetto __IN EXTREMIS (bodies with no regret).

Interface HUB/ART: Lo spazio dedicato fino a luglio ad Alfredo Ramirez

Attualmente lo spazio è dedicato a “Virtus Dormitiva”, mostra dell’artista venezuelano Alfredo Ramirez curata da Giuseppe Frangi, e sarà visitabile fino al prossimo 15 luglio.
Ecco il comunicato stampa, che ci spiega cosa potremmo vedere:

“Il titolo, Virtus Dormitiva, è una citazione della commedia “Il malato immaginario” di Molière ed è l’espressione che meglio di tutte designa una patologia che affligge la società contemporanea: indifferenza verso gli eventi esterni.
Alla domanda sul perché l’oppio faccia dormire, Argante, il malato immaginario, risponde in latino maccheronico: “Quia est in eo virtus dormitiva, cuius est natura sensus assoupire”.
In altre parole, l’oppio fa dormire perché fa dormire ed il genere umano, riflette Ramirez, dorme assopito da un veleno “che fa dormire”.
Una tautologia, per esprimere l’apatia che contraddistingue un atteggiamento che ci appartiene e allo stesso tempo una chiamata all’azione.”

La mostra si divide in tre sezioni. La prima si apre con una serie di disegni realizzati sui biglietti dell’ATM.
La seconda invece è dedicata al corpo della donna dove il tratto dell’artista diventa inciso. Nell’ultima, infine, si rivela l’identità di Alfredo Ramirez e il richiamo alla sua terra d’origine diventa chiaro.

Non vi resta che andare a visitare Interface HUB, sarà un’esperienza indimenticabile.

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