domenica, Maggio 19, 2024
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Intervista – M. Zaccone: “Non ci si abitua mai ai napoletani che denigrano Napoli”

Ci ha scritto perfino un libro chiamandolo ‘SputtaNapoli‘. Maurizio Zaccone – giornalista, blogger e grafico pubblicitario -, napoletano che ama la sua città, ha pubblicato più di una volta i diversi attacchi che ha subito la città di Partenope. Attacchi che, durante l’emergenza del CoronaVirus, sembra che siano quotidiani. E, proprio su questo, gli abbiamo chiesto una intervista che ci ha gentilmente concesso.

 

Da quando si è diffuso il CoronaVirus abbiamo visto decine di uscite che sbeffeggiano Napoli e le sue eccellenze. Secondo te, perché?
A questa narrazione ci eravamo abituati; adesso si è solo mostrata più nuda e palese.
Quando si è convinti da tempo immemore che il problema sia sempre da un’altra parte, che ci sia un luogo dove tutto è peggio, questo ha un effetto rassicurante. Minimizza i propri problemi.
Di fronte a un’emergenza catastrofica dove abbiamo assistito ad una penosa gestione del problema da parte delle istituzioni mentre, di pari passo, al sud si reagiva compostamente e si conteneva l’epidemia, si è rischiato di aver abbattere certi stereotipi. Il sistema d’informazione non ha avuto il coraggio di leggere i propri errori passati e ci ha messo addirittura il carico, risultando ridicolo.

Una delle differenze rispetto al passato è il fatto che molti di loro, seppur forzatamente, siano stati costretti a scusarsi pubblicamente. Come interpreti questo segnale?
No, questa non è una novità. Prima insultano, poi, quando monta l’indignazione, o chiedono scusa o dicono di essere stati fraintesi. E’ tipico.

Ormai smentita la narrazione della Lombardia ‘Regione perfetta’. Credi che finalmente sia l’occasione per raccontare Napoli com’è veramente?
Come detto prima si fa fatica a leggere i propri errori e a minare le proprie confortanti sicurezze, anche se inesistenti. Dovranno accettare già a fatica il fallimento di una gestione, smontare la storia di una Sanità d’eccellenza. Lodare addirittura chi da sempre è schermo dei propri errori mi sembra difficile.

Perché, secondo te, quando si deve parlare di Napoli bisogna sempre sottolineare tutta la sfilza di cose che non vanno, come quasi se dovessi giustificarti?
Perché da sempre le ombre di Napoli sono il biglietto da visita nella narrazione che viene fatta. Se ti azzardi a esaltare un’eccellenza ti senti in dovere di chiarire che non neghi al contempo le criticità che esistono e affliggono la nostra città.

Quanto fa male sentire da napoletani denigrare in pubblico la propria città?
Non ci si abitua mai. E non si abitueranno mai le persone perbene che devono faticare 2 volte per essere riconosciute per quel che sono.

Tu recentemente hai scritto SputtaNapoli. Le cose sono un po’ cambiate?
Sì, peggiorate. Almeno in questo periodo. Con un sistema d’informazione che è tutto al nord, con partiti che hanno costruito negli anni il loro successo denigrando una parte del paese e aizzando gli animi di tante persone non è che si può cambiare da un giorno all’altro. ma niente è per sempre e qualcosa, sono sicuro, cambierà.
Quando al Sud ci saranno le stesse opportunità che ci sono al Nord, quando si finirà di inventare storielle stereotipate per continuare in una discriminazione economica ai danni del Sud, si vedrà in maniera palese che si è vissuti in una bolla mediatica finta, costruita ad arte.

È possibile copiare tutta o in parte l’intervista soltanto con citazione della fonte.

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