Isis in crisi, persi il Ministro delle Finanze e nord Palmira

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Periodo critico in Siria, per l’Isis. Il Dipartimento di Stato americano ha reso nota l’uccisione di Haji Imam, il numero due dello Stato Islamico e ministro delle finanze dello stesso. Ash Carter, il capo del Pentagono, ha sottolineato come, ultimamente, questo non sia stato il solo risultato utile, ottenuto dalla coalizione a guida statunitense, ricordando come anche il ministro della difesa di Daesh, Omar al-Shishani (il Ceceno), abbia perso la vita in un attacco aereo. “Stiamo sistematicamente eliminando il governo dello Stato Islamico” ha dichiarato Carter, aggiungendo “Colpire chi comanda è necessario, ma non sufficiente. Come sapete, i leader possono essere rimpiazzati. Questi leader ci sono stati per lungo tempo e hanno esperienza ed eliminarli è un obiettivo e un risultato importante. Ma saranno rimpiazzati e continueremo a perseguire la loro leadership“. Carter non ha poi rivelato il luogo in cui si è svolta l’operazione (Siria o Iraq) e se essa avesse legami con i fatti di Bruxelles, limitandosi a spiegare come, adesso, l’apparato che nello Stato Islamico lavora per reclutare e addestrare i miliziani e i terroristi avrà notevoli problemi a procacciarsi le risorse finanziare adeguate, per ingaggiare e pagare reclute e operazioni.

Fatti, questi, che si aggiungono ad un altro duro colpo, a livello militare e simbolico, per l’Isis: l’arrivo dell’esercito siriano e delle milizie patriottiche nella città di Palmira, luogo divenuto il triste simbolo dello spregio del Califfato per l’arte e i siti archeologi medio-orientali. Le truppe di Assad hanno ripreso la cittadella e lo storico castello della città, che costituiscono la zona nord di Palmira, mentre i jihadisti hanno ripiegato nel centro della città e nella zona dei giardini, ordinando agli oltre 15.000 civili ancora presenti di abbandonarla, proprio perché sotto attacco. Nelle ultime ore, le operazioni di terra sono state agevolate da numerosi raid aerei russi e governativi, volti a colpire la zona moderna di Palmira, molto vicina ai siti archeologici patrimonio per l’umanità.