“Più libri Più liberi”, lo slogan della Fiera Nazionale della media e piccola editoria a Roma

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Da quindi anni esiste la Fiera Nazionale della media e piccola editoria che si riunisce presso il Palazzo dei Congressi (zona Eur di Roma) per scoprire le nuove tendenze letterarie e per dare spazio al pubblico di appassionati di scoprire qualcosa in più del mondo dell’editoria. Quest’anno, molto probabilmente, sarà l’ultimo nel suddetto luogo ma comunque si cercherà di restare a Roma. “Più libri Più liberi” è, quindi, un momento di riflessione e confronto tra addetti ai lavori e fruitori che regala spunti interessanti. più libri più liberi

Dal 7 all’11 dicembre si svolgerà “Più libri Più liberi” e sarà inaugurata da Hanif Kureishi ma durante il proseguo arriveranno Roberto Saviano, Andrea Camilleri, Michela Murgia e Nichi Vendola, Friedeich Ani, Lena Andersson e Laura LindstedtMarc Augé e molti altri. Occasione per ascoltare da vicino chi, per mestiere e per attitudine, è a contatto con i processi di materializzazione dei libri. Nonostante il direttore della manifestazione Fabio Del Giudice abbia fatto intendere l’eventuale spostamento dell’evento 2017 alla Nuvola di Fuksas, è stato affrontato anche il discorso riguardante i fondi ricevuti negli anni da “Più libri Più liberi”: “Questa è la prima edizione che beneficia del contributo di 225 mila euro in tre anni (75 mila euro l’anno) previsto dal provvedimento dell’Antitrust dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Mondadori di Rcs Libri. Nel complesso la Fiera costa 1 milione e 200 mila euro e i ricavi propri sono di 560 mila euro. Gli altri contributi sono rilevati da vari enti: 65 mila euro dal Comune di Roma, 120 mila euro dalla Regione Lazio, 60 mila euro dal Centro per il Libro e la Lettura, 105 mila euro da Europa Creativa e 215 mila euro dall’Associazione Italiana Editori”.

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Inoltre, Federico Motta (presidente dell’Aie) ha aggiunto, senza fare alcuna polemica: “Gran parte dell’onere della manifestazione è sostenuto da noi e vogliamo investire sempre più massicciamente. Questo è l’unico posto in cui troviamo quello che secondo noi deve essere il modo di sostenerci delle istituzioni: senza voler avere il primato politico della cultura. Roma è la casa di questa manifestazione e noi vogliamo che qui venga radicato il concetto di editoria indipendente”.