Santa Manu: Coca Cola il suo nuovo singolo. “È il mood della mia vita”

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Santa Manu. Foto di Mattia Zoppellaro

Uscito il 19 giugno, Coca Cola è il nuovo singolo di Santa Manu firmato Universal. Santa Manu è il nome d’arte di Manuela Rinaldi. Molti di voi probabilmente la ricordano per la sua partecipazione ad X-Factor nel 2012. Un’artista tutta da scoprire. I suoi brani contengono sonorità ricercate e testi ricchi di riferimenti alti. Un’atmosfera musicale alle volte quasi spirituale che si mescola all’ hip hop, il tutto condito dalla giusta dose di pop. Un ritmo il suo che, come quello di Coca Cola, resta in testa e sicuramente ci farà sognare tutta l’estate.

Noi l’abbiamo intervistata e ci siamo fatti raccontare tutti i segreti del suo progetto artistico.

Ciao Santa Manu, innanzitutto raccontaci, com’è nato il tuo progetto da solista?

Quattro o cinque anni fa vivevo ancora in un piccolo paesino delle Marche. Un pomeriggio scrissi una mail e la inviai a Universal. Dentro c’erano due frasi di numero e qualche mia demo pianoforte e voce, suonata in casa. Pensavo che nessuno avrebbe risposto. Un metodo abbastanza improbabile, in effetti. Quasi un non metodo… invece dopo qualche mese ero lì in sede a suonare i miei pezzi. A quanto pare li ho convinti e mi hanno firmata. Da lì ho continuato a scrivere altre cose, a cercare, a cercarmi, fino ad arrivare alle canzoni che state ascoltando oggi.

Santa Manu. Foto di Mattia Zoppellaro

Hai un nome d’arte decisamente particolare, c’è una storia dietro?

Il nome è legato a mia nonna. E’ una dedica a lei. Una donna rock n’roll ma anche molto religiosa. Santa dal latino sanctus, ovvero inviolabile. Ogni donna è Santa, in quanto degna di rispetto. Il resto, Manu, è una parte del mio nome di battesimo, che ho promesso a lei di mantenere nel caso avessi proseguito il mio percorso artistico. Quindi, unendoli: Manu è inviolabile, Manu va rispettata e fa quello che le pare.

In un mondo, musicalmente parlando, pieno di sfumature… come definiresti il tuo genere. Hai in programma di far uscire un disco?

Direi che possiamo chiamarlo Urban, anche se è una parola molto vasta. Nel mio caso, bello contaminato da varie cose: le sonorità in parte trap e rnb (di cui la musica urban alla nascita è sottogenere) e in parte rock, le influenze (soprattutto melodiche) del pop, quelle metriche e più in generale di scrittura dell’hip hop. Ci sarà sicuramente un disco a un certo punto, ma non ci sto pensando adesso. Nuovi singoli in arrivo però!

Concentriamoci ora sul tuo nuovo singolo: Coca Cola. Raccontaci com’è nato. Il testo è molto ben articolato, con frasi e riferimenti ricercati, scrivi tu i testi?

Coca Cola è nata quasi tre anni fa. Una mattina d’estate, nello studio di Roberto Vernetti e Michele Clivati. Tra tante cose, ad un certo punto mi hanno fatto ascoltare questo intro bellissimo fatto in parte di campioni e in parte di cose suonate (violino, viola, celesta). Mi sono innamorata subito. Mi sono messa al piano, ho trovato il giro di accordi che volevo e da lì è iniziata la scrittura e la stesura del beat. Scrivo io i testi e le melodie perché quello che canto deve parlare di me. Voglio che siano autentici rispetto a quello che sono io e che è la mia vita. I riferimenti che cito qui (William Blake, Lou Reed, Peggy Guggenheim, Venezia) sono marchi a fuoco lasciati da poeti, artisti o situazioni che ho vissuto e sono entrati e rimasti sotto pelle. Quella di Coca Cola è una storia pesante, ma anche molto intensa. Le mie canzoni non sono altro che delle confessioni. E la registrazione della mia voce che si sente nei pezzi è sempre il primo take che faccio, appena scritto. E’ una cosa a cui tengo molto. Immortalare la sincerità di quelle parole appena scritte, pronunciate per la prima volta e mantenute così perché al massimo della loro verità. Coca Cola è il mood della mia vita. C’è l’estate, ma con una bella glassa di malinconia.

Santa Manu. Foto di Mattia Zoppellaro

Vi lasciamo qui il link per ascoltare Coca Cola su Spotify. Tutti gli aggiornamenti sulla sua pagina Instagram: @santafuckingmanu.