Virginia Raffaele – “Facciamo che io ero”: lo spettacolo oltre il palcoscenico

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fonte foto: screen da youtube

“Facciamo che io ero” Belen Rodriguez, Sabrina Ferilli, Fiorella Mannoia, Bianca Belinguer, Saveria Foschi Volante, Donatella Versace e Marina Abramovich.

La camaleontica Virginia Raffaele è essa stessa un’opera d’arte a tutto tondo, una persona che vestendo le personalità altrui riesce a colpire sempre nel segno. Quello di Virginia non è solo un debutto televisivo personale, ma una storia, che vuole raccontare a quel pubblico che l’ha sempre vista in altre vesti e mai nelle sue.

La Raffaele sceglie così di raccontare, di raccontarsi come mai prima d’ora, scegliendo la storia dei suoi bisnonni, la sua storia personale, quella di una bambina di sette anni che sognava di cambiare il mondo, in un circo in cui il mondo era già bello di per se. Quando poi tutto è naufragato, (perché le cose belle finiscono sempre per andare male) allora Virginia ha deciso di diventare “uno, nessuno e centomila” volti, per regalare alle persone quello che sapeva fare meglio, far divertire, far ridere, far riflettere.

Si, perché Virginia non è solo un’attrice comica, ma nasconde in se un grande senso d’essere, uno dei suoi monologhi sul cambiamento, recita così:

“Viviamo in un mondo in continuo cambiamento, tutto cambia, tutto è veloce, tutto è imprevedibile. [..] Cambiamo tutto, si cambia dieta, casa, marito, si cambia il biglietto del treno all’ultimo secondo. Chiediamo agli altri di cambiare ‘Dai cambia, stupiscimi, cresci’. Il cambiamento è tutto perché la natura delle cose è transitoria e tutto questo in un paese che non cambia mai! In un paese che meno cambia il mondo, abbiamo problemi sempre identici, viviamo una miriade di piccoli o grandi, nevrotici cambiamenti, solo personali. Perché intorno a noi in realtà è tutto fermo, tutto immobile. Perché forse ci sta bene così. Gesualdo Bufalino, diceva a proposito dei cambiamenti: ‘Tra gli imbecilli che vogliono cambiare tutto e i mascalzoni che non vogliono cambiare niente, come è difficile scegliere. Ma, forse è meglio cambiare discorso”