venerdì, Giugno 21, 2024
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Elezioni italia: vittoria del centro destra. Cosa succede prima della formazione del governo? E chi saranno i nuovi ministri?

Le elezioni con l’affluenza più bassa di sempre. Oltre alla coalizione del centro-destra, anche l’astensionismo ha trionfato con circa il 37% di non votanti: questo significa che circa 18 milioni di italiani hanno deciso di non votare. Il tutto dimostra la stanchezza e la sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, dei politici e delle istituzioni italiane, dopo anni di continue cadute di governo e riforme mancate.

In tutto questo contensto, è la Meloni con il suo partito Fratelli D’Italia ad uscire vincitrice assoluta con circa il 26,01%, seguita dal PD con il 18,96%, Movimento 5 stelle con il 15,55%, Lega e Forza Italia con l’8%, ed infine Azione/Italia Viva con il 7,73%. La coalizione del centro-destra, come già sopracitato, ha ottenuto in totale il 44% (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati), vincendo con ampio distacco sugli altri partiti.

Prima di passare alla nuova formazione del governo, so dovranno eleggere i presidenti di Camera e Senato, ed infine ci sarà la formazione del gruppi parlamentari. Dopo di che il procedimento è il seguente: i capi dei partiti che hanno raggiunto il dictat (imposto con la legge Rosatellum), consultandosi con il presidente della Repubblica, dovranno scegliere il futuro premier. Potrebbe essere la stessa Meloni il prossimo (e la prima donna) presidente del Consiglio, visto che il centro-destra avendo ottenuto larga maggioranza.

Dopo le consultazioni, il presidente della Repubblica chiamerà al Quirinale il primo ministro  designato dai gruppi politici, conferendogli l’incarico di formare il nuovo esecutivo. Solitamente la persona indicata accetta con riserva: non accetterà immediatamente, ma si riserva di verificare il sostegno dei partiti delle coalizioni prima di confermare l’incarico. La persona incaricata apre quindi nuove consultazioni e, alla fine dei colloqui, scioglie la riserva davanti al presidente della Repubblica, confermando di essere pronto ad avviare il nuovo governo. Il nuovo Presidente del Consiglio presenta a Mattarella una rosa di nomi dei nuovi ministri, ripartiti in base alle consultazioni e ai risultati della tornata elettorale.

Per quanto riguardo i nomi di chi potrebbe occupare i ministeri più importanti, sono questi quelli più altisonanti: agli esteri ci potrebbe essere una conferma di Giulio Terzi (dimessosi nel 2013 dopo il caso marò) o l’ambasciatore in Pakistan, Stefano Pontecorvo. Come ministro della giustizia, Fratelli d’Italia vorrebbe da tempo Carlo Nordio, già candidato anche alla presidenza della repubblica. La dispiuta riguarda invece l’Interno, dove si contendono la poltrona il prefetto Matteo Piantedosi (quota lega) e il prefetto Giuseppe Pecoraro (in quota FdI).

Il ministero della difesa potrebbe essere “conteso” tra Adolfo Urso e Antonio Tajani, con il primo in vantaggio, anche per la sua recente esperienza al Copasir. Più complesso il ruolo come ministro dell’economia, visti i molti nomi in lizza : Fabio Panetta, Domenico Siniscalco, Cesare Pozzi e Luigi Buttiglione. Si parla anche di un’eventuale divisione del dicastero tra economia e finanze. In tal caso per il primo, resterebbe in auge il nome di Siniscalco (che già ha ricoperto questo ruolo con Belrusconi), mentre alle finanze andrebbe Maurizio Leo (FdI).

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