lunedì, Aprile 15, 2024
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Esclusiva – Claudia Conte: “L’Italia ha bisogno di una classe di imprenditori culturali e sociali”

Nuova intervista a Claudia Conte, attrice, scrittrice, impegnata nel sociale e chi più ne metta.

Ha scritto un nuovo libro ‘La legge del cuore’ e proprio da lì partiamo per provare a capire di più in questa intervista esclusiva.

– Partiamo dall’ultima tua opera letteraria (La legge del cuore. Storia di assassini, vigliacchi ed eroi – Curcio Editore) che, dopo il successo dell’anteprima nazionale a Palazzo Altieri, hai recentemente presentato a Sanremo.

Claudia Conte intervista
Ph Francesco Deagostino

“La legge del cuore” è una storia di forza interiore e di riscatto, di desiderio di giustizia e di libertà. La storia di corrotti, di prepotenti e di assassini, che però dovranno vedersela con avversari speciali: due supereroi!

Ho deciso di pubblicare questo libro in occasione dell’anniversario dei trent’anni della strage di Capaci e di via D’amelio (1992-2022),  per non dimenticare Falcone e Borsellino, affinché la loro memoria ed il loro esempio ci aiutino sempre a migliorare il nostro Paese. Il libro vuole essere un appello culturale che porti alla riscoperta della forza degli ideali. La memoria storica di buoni esempi è la linfa per sviluppare il Paese e orientare i giovani affinché si arricchiscano culturalmente e possano impegnarsi per migliorare la società.

– Il tuo vuole essere anche un omaggio a eroi che hanno dato la vita pur di servire lo Stato. Pensi che oggi l’Italia abbia ancora bisogno di eroi?

Gli “eroi” compaiono ciclicamente nelle varie epoche storiche per poi scomparire; e scompaiono, in estrema analisi, quando vengono a mancare punti di riferimento, incentivi identitari, motivazioni sufficienti per sentirci parte del tutto.

“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi’’ scriveva Bertolt Brecht. Ma sono altrettanto beati quei popoli che vedono in campo, se non proprio degli eroi, almeno dei bravi cittadini. In realtà, gli “eroi” non sono figure astratte o dai poteri sovrannaturali, sono solo donne e uomini, che però hanno una missione speciale: dedicare la propria vita al bene comune, alla “Giustizia”. Giustizia intesa nell’accezione più ampia possibile del termine, come valore morale irrinunciabile, che influenza il proprio modo di agire.

– Un capitolo del tuo libro si chiama “Gli idoli di Domenico, da vicino”. Tu questi servitori dello Stato li hai visti da vicino tanto che il libro vanta prefazione e contributi di importanti personalità.  Il libro, consigliato da Rai per il Sociale, è arricchito dalla prefazione del Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, dell’introduzione del Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dalla commovente testimonianza dell’On. Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco Chinnici, ucciso nel luglio del 1983. Cosa ti hanno detto quando hanno letto il libro e cosa hai provato nell’avere contributi così prestigiosi?

Claudia Conte scrittrice e artista
Ph Francesco Deagostino

Sono ovviamente onorata di avere il supporto delle personalità che hai nominato. Credo che sia importante, se non fondamentale, per una sana crescita professionale ed umana avere delle guide, punti di riferimento, bravi maestri. Sono loro grata per aver creduto in me e per l’esempio che danno  a tutti noi con il loro quotidiano impegno attivo nella lotta contro la mafia e la criminalità tutta. I giovani devono avere le idee chiare, sapere ciò che è bene e ciò che non lo è. Loro hanno preso con coraggio e determinazione il testimone lasciato da Chinnici, Falcone e Borsellino e a loro volta cercano di passarlo alle nuove generazioni.

– Giovane ma con un curriculum alle spalle di tutto rispetto. Ti definisci “Imprenditrice Culturale, nel campo della responsabilità sociale e sviluppo sostenibile”. Puoi spiegarci questa definizione?

Hai ragione, la definizione merita un approfondimento. Convinta che si possa creare valore economico con la cultura, elemento essenziale per assicurare identità, innovazione e un “umanesimo contemporaneo”, avvio Far from Shallow, Società Benefit che attraverso progetti artistici e culturali promuove gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030. Credo che l’Italia, in virtù dell’incredibile patrimonio artistico e culturale che possiede, necessiti di una classe di imprenditori e manager culturali in grado di trovare soluzioni per trasformare gli oggetti culturali da liabilities in assets.

Con la mia Società Benefit realizzo charity events per enti del terzo settore, progetti cinematografici, letterari, mostre fotografiche, premi tematici.

Tra i vari progetti: Women in Cinema Award, premio che valorizza il talento femminile e promuove la gender parity alla Mostra del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, gli eventi charity: “Insieme per la rinascita” e “Natale 2020. Gesù nasce lo stesso” nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e “Con gli occhi dei bambini” per la Fondazione Bambino Gesù.

Il prossimo progetto cui mi sto dedicando è la mostra fotografica di Lisa Kristine “Nuns healing hearts” presso il Museo Maxxi di Roma a favore di UISG e Talitha Kum per contrastare la tratta di persone.

– Non è il primo libro che scrivi. Frammenti rubati al destino, Soffi Vitali, Il vino e le rose sono altri tuoi interessanti titoli. Da dove nasce la passione per la scrittura?

La scrittrice claudia conte
Ph Francesco Deagostino

Attraverso la scrittura posso esprimere liberamente le mie idee senza i condizionamenti che spesso insorgono nel mondo del lavoro. I libri mi permettono di trattare temi che mi sono a cuore attraverso storie vere o fantasiose. Credo nel potere rivoluzionario della cultura e credo che attraverso l’arte si possa arrivare in maniera più immediata al pensiero e al cuore delle persone.

– Si dice che in Italia le donne trovino difficoltà ad affermarsi o siano vittime di pregiudizi. Tu sei stata vittima di tutto ciò e pensi che qualcosa stia realmente cambiando?

Certamente credo che viviamo in un mondo ancestralmente maschilista. Tante conquiste sono state già compiute, ma tante ancora ne mancano per ottenere reali pari opportunità tra i generi e la non discriminazione delle donne in ogni settore della vita, pubblica o privata. Il gender gap ossia la differenza di condizioni di trattamento tra uomini e donne è ancora notevole, così come il salary gap cioè la differenza di retribuzione tra uomini e donne. E’ necessario che vengano portate avanti soluzioni concrete, un tentativo, seppur non risolutivo, sono state le “quote rosa”. Occorre puntare sul processo culturale di empowerment delle donne superando anche gli stereotipi diffusi che riguardano in primis la consapevolezza e l’autostima. Una donna consapevole delle sue potenzialità e delle sue capacità aspira, legittimamente, al riconoscimento delle stesse e vuole dare un proprio contributo nella gestione della cosa pubblica.

– Cosa vorresti fare ancora che ti manca rispetto a quanto fatto fino a ora?

Quando ti occupi di sociale, sono sempre tante le “mission” da portare avanti. Quello che mi interessa è cercare di apportare il mio piccolo contributo al miglioramento della società. Non mi stancherò mai di impegnarmi e di lottare.

*Fonte foto: Ph Francesco Deagostino

È possibile copiare e/o citare l’intervista solo con menzione della fonte dailynews24.it o linkando l’URL dell’intervista stessa.

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