venerdì, Marzo 1, 2024
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Filippo Turetta si avvale della facoltà di non rispondere. “Devo ricostruire le mie emozioni” dichiara al Gip di Venezia

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Era previsto oggi l’incontro tra Filippo Turetta e i suoi genitori, ma stamattina Giovanni Caruso, il legale di Turetta, ha dichiarato che il colloquio, nonostante fosse autorizzato dalla procura di Venezia, è stato rimandato. Stando alle ultime dichiarazioni di Caruso, i coniugi Turetta non sono emotivamente pronti a incontrare il figlio.

Filippo Turetta sceglie il silenzio.

Il ragazzo è detenuto da sabato nel carcere di Verona. Oggi si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice e aveva davanti a sé tre possibilità: rimanere in silenzio, fare solo dichiarazioni spontanee o confessare. Ha scelto di rimanere in silenzio.

Il ventiduenne rischia l’ergastolo.

Per il momento le accuse che gli sono state rivolte sono di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Ancora non è stata contestata la premeditazione, ma si tratterebbe di un aggravante che comporterebbe l’ergastolo.

Filippo Turetta cerca la “scappatoia” per avere la riduzione di pena?

Ho ucciso la mia ex fidanzata”, afferma il giovane senza mai pronunciare il nome di Giulia. “Sono affranto, dispiaciuto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità, voglio pagare quello che sarà giusto per aver ucciso la mia ex fidanzata […] Devo ricostruire le mie emozioni”.

Per ora niente perizia psichiatrica.

La dichiarazione “Devo ricostruire le mie emozioni” fa pensare che stia pensando a una possibile linea difensiva, ovvero che l’omicidio potrebbe essere la conseguenza di un raptus. Tuttavia, il suo avvocato non ha ancora presentato la richiesta di una perizia psichiatrica.
Se Filippo Turetta vuole farsi passare per pazzo, prima dovrà incontrare i nostri periti”, dichiara al Corriere della Sera l’avvocato Tigani, il legale della famiglia Cecchettin.