Ridotti i decessi ma ancora tanti malati giovani, parla il dottor Di Mauro

Durante un'intervista il dottor Di Mauro spiega quanto il COVID sia ancora pericoloso per i giovani, ma con una mortalità ridotta.

0
Ridotti i decessi, Branco in terapia intensiva, Giovani positivi, COVID al Cotugno, Variante COVID sudafricana a Varese, Allarme terapie intensive, Saturazione terapia intensiva, Medici positivi, Sovraffollamento delle terapie intensive
Terapia intensiva, Fonte Wikimedia Commons

Recentemente il dottor Maurizio Di Mauro ha fatto il punto della situazione ai microfoni de “Il Mattino“. I decessi sono sì ridotti, ma ancora tanti giovani, e altrettanti adulti, vengono colpiti dal COVID-19. Le prove di questo sono i numerosi letti occupati del Cotugno, ospedale campano di cui Di Mauro è direttore.

LA CAUSA – I pazienti dall’età compresa tra i 30 e i 50 anni: «[…] arrivano qui con gravi polmoniti che rapidamente vanno peggiorando.» – afferma l’esperto. Tuttavia: «[…] nell’ultima settimana la mortalità pare essersi ridotta. Forse grazie a una riduzione della carica virale conseguente al distanziamento e al clima primaverile».

Riguardo la causa sembra che le vittime sviluppino: «[…] patologie correlate. Il virus e l’infiammazione attaccano il polmone». In seguito questo: «[…] sviluppa una condizione metabolica alterata generalizzata con insufficienza renale, pancreatica, epatica». Di conseguenza: «[…] I pazienti diventano fragili».

LIETI FINI – Oltre ai ridotti decessi e al numero di positivi ancora importante, Di Mauro ha tenuto a condividere anche quelli che chiama lieti fini. Episodi clinici con un felice e commovente finale. Una nuova ripartenza per un ragazzo di 22 anni, per esempio, e proveniente da Caserta.

Da qualche tempo quest’ultimo, secondo il dottore, era: «[…] intubato da noi (al Cotugno) da più di una settimana. Nei giorni scorsi l’abbiamo svegliato negativizzato. L’incontro di sguardi con la mamma è stato commovente. In reparto piangevano tutti».