Salah Abdeslam è tornato in Siria

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Secondo l’ intelligence francese Salah Abdeslam, il ricercato numero uno per gli attentati a Parigi, è fuggito in Siria. Lo riferisce la Cnn citando una fonte vicina alle indagini “Het Laatste Nieuws”  e un’altra fonte dell’antiterrorismo. Due giorni fa, si è capito che Salah è fuggito in Siria favorito da amici e coperture.

I terroristi che hanno organizzato l’attentato francese avevano stretti contatti con un notissimo gruppo di fondamentalisti islamici tedeschi e secondo il settimanale “Spiegel”, Abdelhamid Abaaoud ovvero una delle menti degli attacchi terroristici del 13 novembre, era stato varie volte in Germania e aveva rapporti con la cosiddetta ‘Brigata di Lohberg’, posto nel cuore della Ruhr industriale. Finora erano emersi pochi dettagli sui rapporti con la Germania degli attentatori di Parigi: Abaaoud si era comprato due macchine a Colonia, una nel 2007 e una nel 2008 e le aveva portate in Belgio. E nel 2014 era partito per la Turchia dall’ aeroporto di Colonia.

Salah Abdeslam si sarebbe informato sull’ efficienza dei detonatori e ne avrebbe poi acquistati una decina, secondo il racconto del gestore della società che vende fuochi di artificio e che ha avvisato la polizia dopo aver riconosciuto il terrorista in una delle foto segnaletiche diffuse in queste due settimane. Il commerciante ha raccontato anche che Salah l’aveva pressando abbastanza riguardo l’affidabilità degli apparecchi. Ma l’unico terrorista rimasto in vita la notte di venerdì 13 novembre, sembra essere sparito nel nulla. Le sue tracce si perdono in Belgio e ormai sarebbe in Siria, aiutato da amici e coperture che già all’ indomani della strage gli avrebbero fornito un rifugio nel suo quartiere, a Molenbeek. Al complice di Salah, Mohamed Abrini, è arrivato ieri un accorato appello della sorella a costituirsi. Abrini è stato ripreso nel video dell’11 novembre in una stazione di rifornimento benzina nell’Oise, un quartiere periferico di Parigi, in compagnia del terrorista.

 Su di lui c’è un mandato di ricerca promosso da Francia e Belgio. Inoltre, sembra che il suo complice non fosse nella capitale francese perchè la sera dell’attentato, costato la vita a 130 persone, stava firmando il contratto d’affitto per un appartamento a Jette, una banlieue di Bruxelles. La sorella Ikram si dice “completamente sconvolta” e parla di un “fratello protettivo e buono”,  capace di “distinguere fra il bene e il male” pur avendo “commesso delle sciocchezze e pur avendo avuto noie con la giustizia”.