Spalletti all’esame finale. San Siro spaventa e i precedenti sono terribili

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Tifoseria Inter
Tifoseria Inter, San SIro, Milano. Foto WIkimedia Commons

Giocare tra le mura amiche e sentire il supporto dei propri tifosi è da tanti considerata una vera fortuna, soprattutto quando la posta in gioco è alta. Ma c’è un’eccezione anche alla più auspicate delle regole. L’Inter e Spalletti sembrano temere l’erba di San Siro più di una retrocessione in B. Ogni volta che i nerazzurri scendono in campo nello stadio di casa sembrano imballati, incapaci di rispondere alle aspettative del tifo sulle tribune.

I numeri fatti segnare al Meazza quest’anno parlano chiaro. Oltre 60 mila paganti di media e soglia del milione sfondata ben prima della fine delle ostilità il prossimo 26 maggio. Cifre che proiettano l’Inter nel Gotha delle squadre più seguite del mondo. Impietoso il confronto con i cugini milanisti. Distacco astronomico con Juve, Napoli e Roma.

Eppure le statistiche parlano chiaro. L’Inter in casa arranca e lascia dietro di sé una pletora di punti che ad oggi le sarebbero valse una posizione in classifica più tranquilla e un cammino in Champions meno doloroso.

I pareggi all’ultimo minuto contro Barça e PSV ancora gridano vendetta. Così come non è andata meglio in Europa League contro l’ Eintracht Francoforte e in Coppa Italia contro la Lazio. Ma è in campionato che i numeri diventano testimoni di una stagione vissuta correndo sui binari di spaventose montagne russe. Ulteriore sintomo di stress e incapacità di gestire la pressione esterna.

I sintomi si aggravano quando sono le altre nobili del calcio italiane a presentarsi a Milano. Brutti e noiosi i pareggi contro Roma e Juventus (entrambi finiti 1-1). Giocato male e con troppa ritrosia il match contro l’Atalanta (0-0). Emotivamente devastante l’incontro ancora perso contro la gemellata Lazio (0-1). Ecco perché nel prossimo match contro l’Empoli Spalletti e soci sperano nel colpo di coda finale. I 70 mila che affolleranno le tribune e le curve si aspettano la vittoria, a loro il compito di invertire la tendenza casalinga e concludere il campionato in festa.