Squid, l’app che ti permette di essere Caporedattore delle notizie che vuoi leggere

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La dinamicità del mondo in cui viviamo, già ormai da poco più di un decennio, ha fatto sì che il mezzo principale con il quale ci informiamo sia il nostro smartphone. Mentre si va al lavoro, aspettando la metropolitana o semplicemente in una pausa, è possibile accedere in pochi click a tutte le notizie del mondo in tempo reale. Non sempre, però, è facile districarsi tra i vari organi di informazione e soprattutto trovare subito notizie di nostro interesse. È per questo motivo che è nato il progetto Squid. Si tratta di un app per smartphone in cui ogni utente può liberamente personalizzare quali tipi di notizie consultare. 

Per comprendere meglio il funzionamento di quest’app, abbiamo intervistato Johan Othelius (CEO) e i due Country Manager per l’Italia, Alessandro Fracaro e Giuseppe Pisante. 

Com’è nata l’idea di Squid? 
Johan Othelius – Stavo lavorando in uno dei più grandi siti di notizie scandinavi e mi sono reso conto che non riuscivamo a coinvolgere la generazione più giovane con le nostre notizie. Così abbiamo voluto fare un servizio su misura per i Millennials, dove è possibile ottenere le notizie che ti interessano veramente, in tutte le categorie, dalle notizie dal mondo alle notizie su ambiente, scienza, tecnologia, la tua squadra di calcio preferita, notizie dalla tua città locale, notizie su sneakers o manga ecc, in tutte le lingue.

 La vostra collaborazione con Huawei è uno dei vostri punti di forza, ci sono possibilità di ampliare ancora di più il mercato in futuro?
Johan Othelius –   Sì! Attualmente stiamo lanciando una nuova partnership con uno dei più grandi operatori mobili del mondo, Vodacom (parte del gruppo Vodafone), dove insieme stiamo lanciando due diversi servizi; uno per i Millennials e un altro per la comunità Business.

Johan Othelius (Ceo di Squid)

Come vengono selezionati gli articoli e la veridicità degli stessi? 

Giuseppe Pisante – Gli articoli vengono selezionati sulla base della serietà della fonte che li fornisce. I singoli articoli pubblicati dalla fonte o dalla testata giornalistica vengono, quasi simultaneamente, repubblicati sulla nostra piattaforma. Questo tipo di processo rende molto difficile per il nostro team controllare la veridicità e la qualità dei singoli articoli, ed è per questo che la serietà e competenza che cerchiamo nelle fonti che aggiungiamo ha un ruolo di primaria importanza. Inoltre è importantissimo sottolineare che lo scopo di Squid è quello di fornire all’utente una visione a 360 gradi di tutti gli argomenti relativi a categorie diverse: una lettura approfondita dell’argomento attraverso articoli di fonti diverse permette di ottenere un’immagine chiara, veritiera e molto completa.


Chi c’è dietro Squid, ovvero, qual è il profilo degli ideatori e di chi si occupa dello sviluppo e del funzionamento del vostro progetto?
Johan Othelius –   Siamo un gruppo di appassionati creatori e sviluppatori di molti paesi in Europa e Latam provenienti dai media e dall’industria tecnologica che sviluppano e lanciano Squid in più di 60 paesi!

Giuseppe Pisante (Country Manager di Squid per l’Italia)


Come è organizzata la vostra azienda in Italia e nei paesi esteri?

Alessandro Fracaro – Squid ha un quartiere generale in Svezia, a Stoccolma. Essendo però un’applicazione internazionale ha numerose edizioni dislocate in vari paesi tra Europa, America latina e Asia. Per ogni nazione è presente uno o più giovanissimi Country Manager (in Italia, per esempio, siamo in due), che gestiscono le relazioni con le varie testate giornalistiche: in Francia siamo presenti con Manon Guiraud, in Spagna con Zuleica Vidal Sanchez e nel Regno Unito con Céline Gustavsson. 
Scarica SQUID App a questo link!

Grazie al funzionamento di Squid, date la possibilità al singolo utente di sentirsi partecipe e quasi “selezionatore” dei contenuti che leggerà. Come sta funzionando questo aspetto? All’utente medio piace o lo può reputare “impegnativo”?
Giuseppe Pisante – Valorizzare la personalizzazione dell’interfaccia è uno dei punti cardine del nostro progetto. La suddivisione in categorie e la possibilità di bloccare le fonti ritenute inadeguate dall’utente viene sempre visto positivamente. Il nostro obiettivo è comunque quello di aumentare le possibilità di personalizzazione, per rendere l’applicazione più “user friendly” venendo incontro alle richieste dei nostri utenti, ed è per questo che a breve lanceremo sui principali store un nuovo aggiornamento.


In molti credono che i giovani oggi si limitino a leggere i titoli degli articoli, Squid riuscirà a invertire questa tendenza? Se sì, in che modo? 
Giuseppe Pisante – Squid nasce con l’intenzione di venire incontro alle necessità dei giovani di avere le notizie in modo istantaneo e semplice, fornendo un’interfaccia che si avvicini molto a quella dei social network ora in uso. Abbiamo scelto questo tipo di soluzione con l’idea da un lato di permettere ai millenials di avvicinarsi al mondo delle notizie in maniera graduale, dando uno spunto per approfondire gli argomenti più o meno intensamente, e dall’altro di offrire un servizio che dia la possibilità di interfacciarsi con un’ampia gamma di contenuti su un’unica piattaforma.

Alessandro Fracaro (Country Manager di Squid per l’Italia)

Un altro punto che caratterizza la vostra app è proprio l’interfaccia, che ormai dev’essere accattivante quasi quanto la copertina di un libro. Credete che il vostro successo passi anche da quest’aspetto?

Alessandro Fracaro – Sicuramente l’estetica dell’applicazione gioca un ruolo fondamentale per noi. Essendo il nostro bacino di utenti composto prevalentemente da giovani, l’interfaccia deve risultare pratica, immediata e semplice. Il nostro utente si trova in questo modo con la possibilità di scegliere quali articoli leggere semplicemente “scrollando” la home page, immergendosi poi completamente nelle notizie. La semplicità dell’applicazione permette a chiunque di informarsi in un qualsiasi momento, che sia alla fermata dell’autobus piuttosto che a casa sul divano. E’ sicuramente questo uno dei nostri punti di forza.