Fatturazione elettronica 2022: verso un mondo sempre più digitale

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Che il mondo sia sempre più automatizzato e converga verso ciò che rappresenta la sfera digitale, è ormai cosa nota da anni. Lo sanno molti lavoratori, sempre più connessi ed alle prese con nuovi software, devices ed applicazioni specifiche per le loro mansioni. Lo sanno molti giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, svolgendo professioni totalmente digitalizzate, al di fuori della sfera produttiva (in senso stretto) e magari in remoto da casa. In questa rivoluzione sono toccati anche i grandi istituti di intermediazione finanziaria, l’investire denaro in nuovi sistemi monetari (ad esempio le Cripto-Valute e gli NFT nel mondo dell’arte..) e tutto ciò che ruota attorno ai sistemi di scambio di prestazioni lavorative occasionali o meno (come la fatturazione) ed i trasferimenti di beni tra privati.

È infatti di qualche mese fa – tramite il nuovo decreto-legge n.36/2022 – l’approvazione dell’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti in regime forfettario. Una mossa già iniziata dal governo italiano qualche anno fa e che allora invitava tutte le aziende e lavoratori ordinari ad adeguarsi al sistema digitale. Finora la legge escludeva di fatto chi rientrava nel regime fiscale agevolato, ma tra poche settimane (dal 1 Luglio 2022), anche i forfettari dovranno convergere in questa modalità. L’emissione della fattura elettronica diventa quindi un pilastro fondamentale ed uno strumento digitale per rendere più veloce e trasparente tutte le operazioni, combattendo allo stesso tempo l’evasione fiscale ed il sommerso del nostro paese.

Come detto quindi, la fatturazione elettronica in Italia non è un qualcosa del tutto nuovo ed inesplorato. In realtà, era già entrata nel nostro paese da gennaio 2019 ed andava a richiamare le sempre più stringenti richieste dell’UE (..non solo per il nostro paese) in ambito di semplificazione e trasparenza che puntano verso l’obiettivo “Digital Transformation” e “intercomunicazione fiscale” tra stati europei. L’obiettivo intrapreso dal governo italiano di allora nella Legge di Bilancio 2018 aveva previsto infatti l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica a tutti i soggetti IVA (tranne ai forfettari ed altre categorie minoritarie). Il nuovo decreto di fine aprile scorso invece, estende questa normativa anche alle categorie di professionisti che rientrano nel regime forfettario, escludendo solo coloro i quali abbiano un giro d’affari annuale al di sotto di 25 mila euro (quest’ultimi però si dovranno uniformare anche loro con l’inizio del 2024).

Nella realtà, già molti forfettari italiani utilizzano da tempo la modalità di fatturazione digitale nonostante nessuno li abbia mai costretti prima. Questo perché risulta più facile, immediata, sicura ed – indipendentemente dalla scelta di software o piattaforma a cui si è abituati – esistono notevoli vantaggi rispetto l’apatia al cambiamento (detto in gergo “digital-switch”). In primis, facilità di consultazione, semplificazione dei processi, margine di errore pari a zero e la capacità di avere tutto sotto controllo in tempo reale. Un recente articolo del blog di FatturaElettronica APP – la migliore piattaforma di fatturazione elettronica sul mercato secondo TrustPilot (leader nelle recensioni) e che si rivolge in particolare alla nuova fascia di utenti forfettari – spiega in dettaglio quali siano i 5 motivi più evidenti per adottare un sistema di fattura elettronica per forfettari.

Se quindi la maggior parte di questa categoria è attualmente alla ricerca del sistema di fatturazione più adatto alle proprie esigenze (o ne sta provando già diversi per decidere quale sia il migliore), sta di fatto che le classiche fatture cartacee o in Pdf non potranno più essere accettate ed emesse. I nuovi parametri prevedono di seguire la procedura digitale che fa convergere l’emittente ed il destinatario nel Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. L’SDI è il sistema attraverso cui la Pubblica Amministrazione garantisce la corretta consegna del documento. Per il resto, la compilazione non differisce di tanto rispetto le modalità precedenti. Vanno inserite tutte le informazioni che già erano presenti sulla fattura cartacea (come mittente, destinatario, riferimenti, prezzi, etc.) con in aggiunta la firma digitale e la marca temporale a “garanzia” del documento. Decisamente più facile a farlo che a spiegarlo. Non a caso la semplificazione burocratica e lo snellimento delle procedure sono alla base di questa piccola ma grande rivoluzione.