Intervista – Davide D’Errico:”Dobbiamo costruire un mondo che non abbia bisogno di eroi per combattere la criminalità. De Magistris ha deluso tutti”

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Davide D'Errico

Davide D’Errico è uno dei volti puliti di Napoli. Suo nonno Lucio è stato assassinato dalla camorra per non voler pagare il pizzo e, oggi, Davide ha recuperato due beni confiscati alla camorra, diventati la prima agenzia di servizi gratuiti per i più piccoli e i più poveri della città.

Qualche tempo fa, balzò agli onori della cronaca perché il suo video “MAI CON SALVINI” raggiunse oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni ma non ha lesinato critiche neppure al Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, su cui ha confessato di aver riposto in passato grande fiducia.

Partiamo dal video virale: vi ricordate chi è veramente Matteo Salvini?
Dalle condivisioni e dai commenti di quel video sono emerse due cose molto interessanti.
La prima è che nel caso del mio video la reazione della sua macchina da guerra mediatica è stata inconsueta. Il “metodo salvini” di solito è quello dell’attacco e della ridicolizzazione dell’avversario mediatico. Lui parla “dei Saviano, dei Fazio” ma anche delle sconosciute ragazze che si fanno selfie baciandosi (in segno di protesta), come degli avversari da esporre al pubblico ludibrio. Spesso li usa direttamente. Ricondivide gli attacchi. Paradassalmente dà massima visibilità a chi lo critica, perché venga inondato a sua volta di critiche e insulti superiori a quelli che ha generato. Mostra i muscoli, insomma.
Nel mio caso non è stato così.
La reazione è stata oscurare il più possibile, non rispondere direttamente, non far ricondividere a nessuno dei suoi: un metodo che poi ha preso piede strutturalmente nella strategia di difesa del Ministro.
Il suo team ha oscurato strategicamente parole come “49 milioni” o “non eravamo terroni?” rispetto alle quali la difesa leghista non regge.
Cioè il punto è che spostando l’attenzione non più su problemi divisivi, ma su fatti e contraddizioni leghiste incontrovertibili anche l’enorme muro mediatico di Salvini, fa emergere crepe.
Il secondo punto interessante è la reazione della gente del Sud. Mi ha colpito molto constatare la presenza rilevante di un 15-20% di contatti reali che difendevano la scelta di votare lega al sud. Il senso era: possiamo perdonare le offese, ma non possiamo perdonare l’immobilismo, l’incapacità e le emergenze di chi ci ha governato a livello locale in questi anni. Insomma decisionismo, idee chiari, parole forti, simboli eclatanti sono quello che la gente del sud che oggi vota Lega, si aspetta.

Lucio D’Errico, tuo nonno, fu un imprenditore che si rifiutò di pagare il pizzo e la camorra lo uccise. Te la senti di parlarci della sua storia?
La storia di nonno è la storia di un imprenditore onesto. Un uomo che apriva il capannone la mattina presto ed era l’ultimo ad uscire. Avevo 1 anno quando fu sparato. La sua colpa fu rifiutarsi per 3 volte di pagare il pizzo. Oggi il suo nome è fuori ai 2 beni confiscati alla Camorra che abbiamo recuperato al Rione Sanità e che sono diventati la prima agenzia di servizi gratuiti per i più piccoli e i più poveri della città. Quando vado nelle scuole a raccontare la sua storia dico sempre che per me lui è un eroe, ma che noi dobbiamo costruire un mondo che non abbia bisogno di eroi per combattere la criminalità. Nel nostro piccolo in quei beni confiscati con la nostra Onlus, noi proviamo a farlo. Abbiamo declinato un progetto che si chiama Opportunity e che mette al centro l’arte, la solidarietà e la cultura come risposta alla criminalità organizzata. Concretamente ci occupiamo di progettazione europea, di servizio civile, di teatro gratuito per i bambini e offriamo servizi legali, medici e psicologici a chi non se lo può permettere. Tutto questo lo facciamo in un luogo che era della camorra, perché siamo convinti che la bellezza batta la criminalità più ancora del rumore delle manette.

Qual è l’episodio, durante i tuoi anni di impegno civile, che non dimenticherai mai?
L’episodio che non dimenticherò mai è la visita nei nostri beni confiscati del boss cui erano stati confiscati i beni. Si presentò dicendo che era il proprietario, che quei due locali erano di sua moglie e di sua figlia. Disse che aveva fatto 26 anni di carcere e chiese al nostro avvocato come poteva riottenere quei locali. Noi gli rispondemmo che erano locali pubblici, di proprietà del comune e che noi eravamo una delle tante associazioni che proponeva progetti per i bambini della città. “Porti suo nipote, gli faccia scegliere e leggere un libro, gli faccia fare teatro gratis qui” gli dicemmo. Non è più tornato.

In molti video hai attaccato duramente il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: hai mai avuto una risposta dal Primo Cittadino?
Ho conosciuto il sindaco e la maggioranza dei suoi assessori. Non mi risponderà mai, perché non scenderà mai nel merito dei numeri. Nei primi anni, come la maggioranza dei cittadini di napoli, ho creduto che de Magistris potesse essere finalmente un cambiamento vero per la città. Chi meglio di un magistrato? pensammo in tanti. Nel tempo ha deluso tutte le aspettative e tradito le sue promesse. “Nel 2019 Napoli sarà la capitale del trasporto pubblico”, “In 6 mesi porteremo la raccolta differenziata al 70%”, “Risaneremo il bilancio” sono solo alcune delle sue promesse più eclatanti nemmeno lontanamente raggiunte. Anzi. Oggi il Comune di Napoli rischia il fallimento, ha perso la metà dei suoi dipendenti e ha alzato tasse e tariffe senza dare alcun servizio. E’ un disastro.

Che ne pensi di Gomorra?
Gomorra è una bella serie TV. Non rappresenta la città assolutamente, ma ha avuto il merito di aprire un dibattito sul tema Camorra. Anche qui: se avessimo avuto un Sindaco serio invece di alimentare polemiche mediatiche con Saviano, avremmo parlato di soluzioni per periferie, dispersione scolastica e lavoro legale. Ma tant’è.

Spesso si legge che Napoli sia una città in forte ripresa, e che negli ultimi anni stia avendo un notevole sviluppo: sei d’accordo con questa visione?
Il brand Napoli è fortissimo. La città è tra le mete turistiche più belle al mondo e il food napoletano ha fatto (e fa) la storia. I flussi turisti da dopo l’emergenza rifiuti sono impressionanti e il mondo imprenditoriale napoletano ha operato una trasformazione significativa negli ultimi 10 anni. E’ la nota più bella di questi ultimi 10 anni.

Chiudiamo con una domanda personale: quali sono i tuoi progetti futuri?
Per quanto attiene a me, sogno di aprire un ristorante co-gestito da ragazzi disabili in un nuovo bene confiscato alla Camorra e realizzare l’evento annuale delle Onlus napoletane al Castel dell’Ovo. Ci stiamo lavorando. Per il primo obiettivo ci vorranno almeno 2 anni, per il secondo inevece siamo pronti. Si terrà a Giugno prossimo.

Per trovare Davide sui social:

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Twitter: Daviderrico

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