Ricordate il prof. Saraceni? Ecco il suo anatema contro i post sulla privacy di Facebook

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Con la sua consueta ironia e schiettezza, il prof. Guido Saraceni ha commentato l’ennesima bufala che gira su Facebook riguardo la presunta protezione della privacy. Un argomento su cui già lo scorso anno, il dott. Saracena – insegnante di Informatica Giuridica all’università di Teramo – si era espresso senza mezzi termini: “Chi tra di voi ha pubblicato sul suo profilo una sorta di autocertificazione a tutela della privacy – aveva scritto il 30 novembre 2014 – è pregato di chiudere per sempre l’account facebook – per evitare di procurare danni a persone o cose-, lasciare la Facoltà di Giurisprudenza ed iscriversi a Scienze degli Snack al Formaggio. Andiamo male ragazzi, molto, molto male“. In questi giorni, però, è tornata in auge la famigerata catena di Sant’Antonio sulla privacy. Ed il prof anche stavolta si è espresso su questo argomento. “Il novantanove per cento dei vostri “amici” – ha scritto in un post del 4 novembre 2015 – sono perfetti sconosciuti; citate frasi di autori che non avete mai letto; condividete foto del vostro grande amore scattate con il telefono che vi ha regalato l’amante per S. Valentino; vi vantate di risultati mai ottenuti recitando una felicità che non avete mai provato in tutta la vostra vita. Insomma, l’unica cosa vera del vostro profilo è il nome – e spesso neanche quello. Per questo motivo, vi invito a smetterla di chiedere ai gestori di Facebook che rispettino la vostra privacy. Al massimo, dovreste pretendere che vi paghino i diritti d’autore.
Andiamo male internauti.
Molto. Molto male.”

Tutto qua? Certo che no! A seguito di alcuni commenti negativi, il prof ha pubblicato un lungo post di risposta sul suo blog che potrete leggere qui. Non vi anticipiamo niente perché il post davvero merita di essere letto tutto!