Ultras, Roma – Napoli: si è riacceso il fuoco

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Si chiama(va) Derby del Sole, o Derby del Sud, il match che ogni anno, dalla fine degli anni Venti, si consuma tra Napoli e Roma, un appuntamento che nel tempo ha unito anche le due tifoserie. Questo gemellaggio, alimentatosi maggiormente negli anni Settanta e Ottanta, si interruppe (non si tratta proprio di una leggenda) il 25 ottobre del 1987, allo Stadio Olimpico.

Dopo il goal di Pruzzo al 46’, la Magica si ritrova in 9 per un’espulsione e una doppia ammonizione, e subisce al 67’ il goal di Francini che decreterà il pareggio, risultato che chiuderà la partita. Il pareggio non può che mettere d’accordo tutti; invece, il punto di rottura fu determinato da Salvatore Bagni, compagno di Maradona, il quale poco prima di entrare negli spogliatoi si lasciò andare, in modo liberatorio, con il gesto dell’ombrello rivolto alla curva giallorossa. Un gesto deplorevole, certo, forse dettato dallo stress di una partita complessa, un attimo per il quale ogni volta, da trentacinque anni, Bagni si scusa.

Ma le scuse non bastano, soprattutto quando gli animi sono sempre tesi e favorevoli ad accendersi alla prima miccia. In questi anni gli scontri non sono mancati (2001, 2005, 2008), ma il fatto più grave resta il colpo esploso dal romanista Daniele De Santis contro il napoletano Ciro Esposito, ferendolo e poi provocandone la morte, dopo diversi giorni di agonia. Il fatto avvenne il 3 maggio 2014, a Roma, nei pressi dello stadio, poco prima dell’inizio della finale di Coppia Italia tra Fiorentina e Napoli. Da allora, ogni anno, sono vietate le rispettive trasferte: resta una ferita che non si rimarginerà più.

Il fuoco si è riacceso ieri, verso le 13, vicino l’area di servizio Badia al Pino al chilometro 364 dell’A1, o Autostrada del Sole, che collega Napoli a Milano. Entrambe le tifoserie erano destinate altrove: i napoletani diretti a Genova per la partita delle 18 con la Sampdoria, i romanisti in viaggio verso Milano per l’incontro alle 20:45 con il rossoneri. Non sono ancora ben chiare le dinamiche dei fatti, ma è certo che oltre 300 tifosi romani e napoletani si sono fatti reciproca violenza: l’ennesimo gesto che conferma quanto l’odio (insensato) e il bisogno di sfogare istinti animaleschi inquinino il gioco del pallone.