Codice Carla; il nuovo omaggio del cinema alla Regina della Danza

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Carla Fracci

Il cinema omaggia, ancora una volta, Carla Fracci, la Regina italiana della Danza che conquistò il mondo intero, compresa la Russia. Solo nei giorni 13, 14 e 15 novembre, infatti, sarà proiettato nelle sale Codice Carla, il docufilm scritto e diretto dal regista pluripremiato Daniele Luchetti, con Beppe Menegatti e Luisa Graziadei come consulenti alla sceneggiatura.

Dopo Carla (2021), il film biografico di Emanuele Imbucci, con Alessandra Mastronardi, liberamente ispirato all’autobiografia Passo dopo passo. La mia storia (2013), si torna a puntare la cinepresa su quella che, nel 1981, venne definita, dal New York Times, Prima Ballerina assoluta.

La pellicola, realizzata da Daniele Luchetti, è uno straordinario percorso di danza e parole, incentrato sulla vita dell’étoile ma senza seguire una linea cronologica, il tutto accompagnato dalle musiche degli Atoms For Peace, edite da Sam Petts-Davies e Thom Yorke, che ricopre anche il ruolo di Music Supervisor.

Codice Carla è distribuito da Nexo Digital, in collaborazione con i media partner RTL 102.5, DANZA & DANZA e MYmovies. Prodotto da Gloria Giorgianni e Tore Sansonetti per Anele, Luce Cinecittà e Rai Cinema, è arricchito da rare interviste, immagini di repertorio e dalle testimonianze di artisti come Roberto Bolle, Jeremy Irons, Marina Abramovic, Carolyn Carlson, Eleonora Abbagnato, Alessandra Ferri, Enrico Rava, Chiara Bersani, Luisa Graziadei, Vittoria Regina, Gaia Straccamore, Hanna Poikonen, il marito Beppe Menegatti e il figlio Francesco. Tutti i partecipanti al film evento ripercorrono la storia dell’étoile milanese, protagonista del panorama artistico e culturale del Novecento, che ha saputo fare del corpo la sua massima espressione ed è diventata un modello esemplare, per diverse generazioni di ballerini e aspiranti tali.

Il lungometraggio, della durata di 80 minuti, non si limita ad analizzare la Fracci dal punto di vista artistico, perché lei era molto di più della sua danza e della sua fama; insegnava e recitava, era un’interprete, una donna concreta, che non viveva sulle punte ma con i piedi ben piazzati a terra, modesta e grande lavoratrice. Le domande che il regista si pone, e a cui tenta di dare delle risposte, attraverso la sua opera, sono su che cosa abbia reso Carla Fracci un’icona, quale sia stato il suo codice, la sua regola, il suo stile di vita. Gli spettatori vedranno la ballerina alle prese con il suo corpo, sempre acciaccato e dolorante ma capace di creare, grazie all’autenticità e sincerità della sua anima, la magia, non solo su ogni palcoscenico, ma su qualsiasi superficie calpestabile della terra. Si ricorda, infatti, che l’étoile credeva in una “danza democratica” ed è stata pioniera del “decentramento” di quest’ultima, portando l’arte coreutica ovunque, nelle piazze e nelle strade, nelle chiese e nei tendoni.

Non resta che riempire le sale cinematografiche, per guardare questo film imperdibile, dedicato ad un’artista, una donna e una madre, che voleva fare la parrucchiera ma, siccome la danza l’ha scelta, è diventata ballerina, e non se n’è pentita né si è mai sentita “stanca”.